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Maserati, sequestrata e dimenticata per trent’anni: l’incredibile storia della 5000 GT Frua

La Maserati 5000 GT Frua con telaio 103064, nata dalla richiesta dello Scià di Persia, è uno dei soli 34 esemplari prodotti. Dopo essere stata regalata a re Saud, fu sequestrata in Egitto nel 1967 e dimenticata per oltre trent’anni

Maserati 5000 GT Frua

Quando apparve di nuovo nel 2000, dopo oltre trent’anni passati in un deposito al Cairo, il contachilometri indicava poco più di 12.700 chilometri. La Maserati 5000 GT Frua con telaio *103*064* era ancora originale e integra, nonostante sia rimasta a lungo ferma. Oggi quella stessa vettura ha ottenuto la Certificazione di Autenticità di Maserati Classiche. Prima di ottenere questo riconoscimento, aveva però avuto una storia molto tribolata passando dai Saloni europei fino alle disponibilità di un re, per poi essere sequestrata in Egitto.

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Maserati 5000 GT Frua, dalla richiesta dello Scià alla vettura regalata a un re

La storia della 5000 GT prende il via con una richiesta dello Scià di Persia. Dopo aver provato una 3500 GT, il sovrano volle una Maserati ancora più unica e prestigiosa. Erano gli ultimi anni Cinquanta e Giulio Alfieri, direttore tecnico della casa, inizio a lavorare sul progetto AM103. L’obiettivo era quello di inserire su una Gran Turismo la meccanica delle vetture da corsa, mantenendo però il comfort che un cliente di quel livello pretendeva.

Maserati 5000 GT Frua 1

Alfieri optò per un V8 di cinque litri di derivazione Maserati 450S. La prima versione, con alimentazione a carburatori, andava oltre i 350 CV. Successivamente arrivarono l’iniezione indiretta Lucas e il comando della distribuzione a catena, mentre la potenza si assestò intorno ai 340 CV. La base tecnica era quindi importante quanto il design dell’auto, affidato a carrozzieri che diedero interpretazioni abbastanza diverse tra loro.

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Touring firmò la prima carrozzeria, che fu svelata in occasione del Salone di Torino del 1959. La coupé fu soprannominata “Scià di Persia” e ne furono realizzati tre esemplari. Seguirono Allemano, Pininfarina, Monterosa, Ghia e Frua. Ogni proposta aveva le proprie forme e dettagli: guardare due 5000 GT poteva anche significare trovarsi davanti a vetture dall’aspetto molto diverso pur essendo nate dal medeismo progetto.

Maserati 5000 GT Frua 1

Il prezzo molto elevato faceva si che questa auto fosse acquistabile solo da pochissimi clienti. Tra il 1959 e il 1964, la produzione complessiva si fermò a 34 esemplari. Tre furono realizzati nel 1962 da Pietro Frua, e il primo è proprio quello appena certificato. Uscì nella tonalità “Luci di Mezzanotte” con interni “Camoscio”. Maserati la usò inizialmente per prove e dimostrazioni, prima di esporlo a Ginevra nel 1963.

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Frua aveva lavorato in special modo sulle proporzioni del veicolo. Le ampie superfici vetrate e la cintura più bassa davano alla coupé un aspetto più slanciato rispetto alle versioni di Touring e Allemano.

Maserati 5000 GT Frua 1

La linea scendeva in corrispondenza delle portiere e proseguiva verso il lunotto, accompagnata da una spalla sinuosa. Le cromature sottolineavano alcuni dettagli della carrozzeria, mentre il Tridente era sistemato nell’incavo sopra la calandra. Il risultato era una carrozzeria elegante, nella quale i particolari cromati si inserivano senza appesantire la linea generale della grande coupé modenese.

Dopo il Salone, l’auto fu consegnata all’importatore Maserati in Francia. Qui ebbe occasione di guidarla anche Karim Aga Khan IV. L’esperienza lo convinse a ordinare una propria 5000 GT Frua. La prima vettura rientrò invece a Modena alla fine del 1963 e venne poi venduta a Roma, dove rimase fino al successivo cambio di proprietario.

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Maserati 5000 GT Frua 1

Nel gennaio del 1966, il cliente romano prese una nuova Maserati e decise di restituire la Frua alla casa automobilistica. A febbraio l’auto fu revisionata completamente. Il nuovo acquirente chiese anche un cambio di colore: la carrozzeria venne riverniciata in “Rosso Rubino Chiaro”. A comprarla fu il principe Magid Ben Saoud, che la regalò al padre, re Saud bin Abdulaziz Al Saud.

Un anno dopo, la vicenda prese una piega diversa. Nel 1967, in seguito alla Guerra dei Sei Giorni e alla partenza del sovrano dall’Egitto, le autorità egiziane decisero di sequestrare l’auto. La Maserati finì in un deposito al Cairo e scomparve per oltre tre decenni. Quando riemerse, nel 2000, conservava ancora la propria originalità e tutti i suoi elementi.

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Maserati 5000 GT Frua 1

Un collezionista proveniente dal Texas la comprò riportandola a Modena. Il restauro ha richiesto un tempo lungo di circa quattro anni: nel 2004, la Frua fu mostrata di nuovo al pubblico in occasione del Concorso d’Eleganza Villa d’Este, dove ricevette riconoscimenti importanti.

Attualmente la certificazione è stata affidata a Maserati Classiche, programma che ha preso il via nel corso del 2021 a Modena e che oggi fa parte di BOTTEGAFUORISERIE. Gli esperti valutano la meccanica, le caratteristiche della vettura e la sua documentazione, facendo un confronto con quanto contenuto negli archivi del marchio.

Il servizio riguarda vetture che hanno più di vent’anni, modelli speciali e serie in edizione limitata. Al lavoro delle Officine Classiche si affiancano la cura degli archivi e degli spazi del museo, tra cui la Collezione Maserati Umberto Panini di Modena.

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