Nuove lettere di licenziamento stanno arrivando agli 87 lavoratori della Its, International Trading e Service, azienda della logistica legata all’indotto Stellantis di Melfi. A darne notizia sono Fast, Fismic, Fismic Confsal e Uiltrasporti, che chiedono un intervento urgente per una vertenza aperta ormai da anni. Per i dipendenti, il rischio di perdere il posto torna concreto mentre si avvicina la scadenza degli ammortizzatori sociali.
Stellantis Melfi: nuovi segnali di crisi dall’indotto
La Its è stata tra le prime aziende del comparto a risentire delle difficoltà dell’automotive lucano. A pesare sono state soprattutto le internalizzazioni delle attività di movimentazione, che hanno ridotto il lavoro affidato all’esterno. Un cambiamento con conseguenze dirette per una società impegnata proprio nei servizi logistici della filiera automobilistica.
La situazione si trascina dal 2022, quando i lavoratori hanno iniziato a fare ricorso agli ammortizzatori sociali. Da allora la vertenza non ha trovato una soluzione capace di restituire stabilità all’occupazione. Nel 2025 è terminata anche l’ultima commessa, quella con Tiberina, azienda specializzata nelle attività di lastratura.
La proroga della cassa integrazione per crisi aziendale è prevista fino al 31 dicembre. Le lettere di licenziamento aprono adesso un ulteriore fronte di preoccupazione: secondo i sindacati, potrebbe venire meno anche questa protezione, che finora ha accompagnato i dipendenti durante la lunga fase di difficoltà dell’impresa.
Per le organizzazioni dei lavoratori, il problema ha ormai una dimensione che supera il confronto sulle commesse e sull’organizzazione delle attività. Nella nota parlano di «una vera e propria emergenza sociale ed umana», richiamando la necessità di dare risposte a persone che da tempo convivono con l’incertezza sul proprio futuro professionale.
Il prossimo passaggio sarà l’incontro in Confindustria, previsto alle 14.30, dove le sigle sindacali porteranno le proprie richieste. Il riconoscimento della zona industriale di Melfi come Area di Crisi Industriale Complessa sarà uno degli elementi sui quali insisteranno per ottenere un cambio di rotta nella gestione della vertenza.
La prima richiesta riguarda il pieno utilizzo degli ammortizzatori sociali. I sindacati chiedono che gli strumenti disponibili vengano impiegati per tutelare i lavoratori, evitando che la perdita delle attività si traduca nell’immediata uscita dal mondo del lavoro.
Accanto al sostegno al reddito, chiedono investimenti nelle politiche attive del lavoro, con percorsi che possano offrire possibilità concrete di ricollocazione. Tra le proposte figura inoltre il diritto di prelazione sulle nuove assunzioni per i dipendenti in uscita o a rischio di espulsione. È su questi punti che Fast, Fismic, Fismic Confsal e Uiltrasporti intendono concentrare il confronto in Confindustria.


