Settant’anni di storia in una scatola di latta da 70 cavalli. A Limoux, in Francia, c’è una Autobianchi A112 Abarth del 1984 che chiede 15.500 euro e promette di farvi dimenticare mezzo listino moderno. Ne potrebbe valere la pena?
Nera, restaurata, con circa 80.000 km sul contachilometri. L’ha rimessa in sesto il secondo proprietario in Germania, paese dove le piccole italiane sono sopravvissute alla ruggine meglio che a casa propria.
Il cuore è il quattro cilindri da 1.050 cc, 70 CV messi a punto con Abarth: testata rielaborata, carburazione adattata, scarico dedicato. Sulla carta non fa paura a nessuno. La A112 è leggera, lo sterzo a cremagliera parla chiaro, le sospensioni sono più rigide di quelle delle sorelle borghesi e il cambio a quattro marce è preciso nonostante tutto. Il risultato è un rombo rauco e una guida che molte berline da 150 CV si sognano. Niente servosterzo, niente clima, finestrini a manovella: l’elettronica sembra una roba lontana.
Dentro, gli interni Rainbow con i sedili a contrasto sono ancora quelli dell’epoca, e oggi è una rarità vera, perché troppe A112 sono state massacrate a colpi di ricambi improbabili. Fuori, vernice profonda, scritte Abarth complete, scorpione al suo posto.
Il punto forte dell’annuncio è però sotto la carrozzeria. La ruggine, è ben noto, è la nemica storica di questo modello, tra longheroni, passaruota, pianale e cornice del parabrezza, e qui c’è un trattamento Dinitrol con Clear Wax fatto in un centro autorizzato. In più, revisione completa del motore e dei freni, fatture di tutti gli interventi recenti e un rapporto TÜV.
Il prezzo, come anticipato, è alto, ma non folle. Secondo Argus Collection un’ultima serie (1979-1986) in condizioni da concorso o restaurata si muove tra 14.000 e 18.000 euro. Siamo dentro la forchetta, con una Alfa Romeo GTV6 o una Lancia Delta HF Integrale si spende molto di più, e si ride forse meno.
Prima di acquistare un’A112 Abarth come questa serve una perizia seria, meglio se di uno specialista, con controllo del sottoscocca trattato, dei numeri di serie e una prova a caldo. Inoltre, il budget annuo di manutenzione, tra 800 e 1.500 euro per un uso non quotidiano, non è da dimenticare. Per rally di regolarità, raduni e strade di montagna, è un’auto che si guida senza timore di rovinarla. Per il traffico del lunedì mattina, decisamente un po’ meno.



