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Stellantis, vendite quasi ferme negli USA: Ram cresce, Jeep e i marchi europei arretrano

Stellantis chiude il terzo trimestre 2026 negli Stati Uniti con vendite quasi stabili a 324.277 veicoli, mentre nei primi nove mesi cresce del 3%. Ram trascina il gruppo con un aumento del 29%, superando Jeep, in calo del 20%

Stellantis USA

Stellantis non riesce ancora a imprimere una vera accelerazione alle vendite negli Stati Uniti. Nel terzo trimestre del 2026 il gruppo ha consegnato 324.277 veicoli, appena 548 unità in meno rispetto alle 324.825 del periodo luglio-settembre 2025. Il calo dello 0,17% è quasi impercettibile nei numeri, ma non basta a nascondere le difficoltà del mercato più importante per Jeep e Ram.

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Il bilancio dei primi nove mesi è leggermente migliore, con vendite in aumento del 3% rispetto al 2025. Il problema è che il confronto avviene con un anno particolarmente complicato per Stellantis. La crescita, quindi, rappresenta un primo segnale di stabilizzazione, ma il gruppo è ancora lontano dai livelli necessari per parlare di una svolta.

Ram prende il comando, Jeep perde il passo

A tenere in piedi il risultato trimestrale è soprattutto Ram. Il marchio dei pick-up ha aumentato le vendite del 29%, con il Ram 1500 protagonista di una crescita ancora più netta: +73% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Alla fine di settembre Ram ha raggiunto 134.072 veicoli venduti, superando Jeep e diventando il brand più acquistato dell’intero gruppo negli Stati Uniti.

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Il sorpasso dice molto sull’attuale situazione di Stellantis. Jeep resta uno dei nomi più forti del mercato americano, ma nel terzo trimestre ha perso il 20%, fermandosi a 128.542 unità. Da gennaio la flessione è dell’8%. La gamma sta aspettando diversi rinnovi e nuovi modelli, ma nel frattempo i concessionari devono fare i conti con una scelta meno fresca rispetto a quella dei principali concorrenti.

La Cherokee Hybrid rappresenta una delle poche eccezioni. A settembre il SUV ha raggiunto il suo miglior risultato mensile, con 10.344 unità vendute. Il modello è arrivato nelle concessionarie alla fine del 2025 e sta beneficiando di una domanda crescente per le motorizzazioni ibride. Negli Stati Uniti molti clienti continuano a volere un SUV spazioso, ma sono sempre più attenti al costo dei rifornimenti e ai consumi.

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Il trimestre è stato positivo anche per Dodge, grazie al Durango, cresciuto del 14%, e alla Charger. La muscle car ha ampliato la propria offerta con una versione a combustione interna, affiancando quella elettrica. Chrysler ha invece registrato un aumento del 6%, sostenuta dalla Pacifica, ormai unico modello rimasto nella sua gamma.

I dati più preoccupanti sono quelli dei marchi importati dall’Europa. Fiat ha perso l’83% delle vendite negli Stati Uniti, mentre Alfa Romeo è scesa del 65%. I numeri assoluti sono contenuti, ma una simile contrazione conferma la difficoltà dei due brand nel trovare una posizione stabile in un mercato dominato da SUV grandi, pick-up e modelli prodotti localmente.

Antonio Filosa punta a modificare questa situazione con una gamma più ampia e prezzi più bassi. Nei prossimi cinque anni Stellantis lancerà 11 nuovi veicoli negli Stati Uniti. Sette saranno proposti sotto i 40.000 dollari e due sotto i 30.000, una soglia oggi coperta quasi soltanto dalla Jeep Compass.

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La strategia è chiara, ma i numeri del terzo trimestre ricordano che il lavoro è ancora all’inizio: Ram sta recuperando, Jeep deve ritrovare slancio e i marchi europei hanno bisogno di prodotti più adatti ai gusti americani.