Stellantis potrebbe trovarsi con un margine di manovra decisamente più ampio negli Stati Uniti nei prossimi anni. La revisione degli standard CAFE, cioè le regole federali che stabiliscono il livello medio di efficienza delle flotte vendute dai costruttori, dovrebbe infatti alleggerire in maniera importante i costi che il gruppo avrebbe dovuto sostenere per adeguarsi ai vecchi obiettivi. Secondo le stime della National Highway Traffic Safety Administration, il risparmio per Stellantis potrebbe arrivare a 6,6 miliardi di dollari entro il 2031.
Per Stellantis cambia parecchio negli Stati Uniti
Negli USA Stellantis continua a giocare una parte fondamentale della propria partita con marchi come Jeep, Ram, Dodge e Chrysler, tutti molto esposti ai segmenti dei SUV, dei pick-up e più in generale dei veicoli di grandi dimensioni. Proprio questi modelli rendono più complicato e costoso rispettare limiti sempre più severi sui consumi medi.
Con le nuove regole, invece, il gruppo dovrebbe avere maggiore libertà nel decidere come muoversi. In pratica, ci sarà meno pressione nel dover accelerare a tutti i costi sull’elettrico o introdurre rapidamente tecnologie costose soltanto per raggiungere determinati valori medi di flotta. Stellantis potrà quindi calibrare meglio l’offerta tra motori a benzina, soluzioni ibride ed elettriche, seguendo più da vicino quello che chiede davvero il mercato americano.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti. Negli ultimi anni diversi costruttori hanno dovuto rivedere i propri programmi elettrici negli Stati Uniti, dove la domanda non è cresciuta in maniera uniforme. Alcuni segmenti continuano a premiare le motorizzazioni tradizionali, soprattutto quando si parla di pick-up, grandi SUV e veicoli destinati a un utilizzo più pesante. Per un gruppo come Stellantis, poter gestire la transizione con tempi meno rigidi può fare una differenza enorme.
I numeri diffusi dalla NHTSA rendono bene l’idea. Complessivamente, l’industria automobilistica dovrebbe risparmiare 60,6 miliardi di dollari entro il 2031, vale a dire circa 1.289 dollari per ogni veicolo prodotto. Stellantis è uno dei gruppi che otterranno il beneficio maggiore.
Solo General Motors dovrebbe risparmiare più del gruppo guidato da Antonio Filosa, con circa 20,4 miliardi di dollari. Stellantis segue con 6,6 miliardi, davanti a Ford con 5,8 miliardi, Toyota con 4,5 miliardi e Honda con 4,1 miliardi.
Per Stellantis la notizia arriva inoltre in un momento in cui il Nord America è tornato al centro dell’attenzione. Filosa sta cercando di rilanciare il gruppo dopo una fase complicata, lavorando sia sui nuovi modelli sia sulla riduzione dei costi. Avere meno miliardi da destinare esclusivamente all’adeguamento normativo significa poter gestire con più libertà gli investimenti futuri.
Questo non vuol dire che i 6,6 miliardi finiranno automaticamente in nuovi stabilimenti o nuovi modelli. Il vantaggio, però, è evidente: Stellantis avrà meno costi da sostenere rispetto allo scenario precedente e quindi più spazio per decidere dove indirizzare le proprie risorse.
Il tutto si inserisce nel più ampio percorso di riduzione delle spese previsto dal piano FaSTLane 2030, con cui Stellantis punta a ottenere circa 6 miliardi di euro di risparmi annuali entro il 2028 rispetto ai livelli del 2025. Sommando questo lavoro interno a un quadro normativo americano diventato meno pesante, per Antonio Filosa potrebbe diventare più semplice concentrarsi sul vero problema: riportare Stellantis a crescere negli Stati Uniti con prodotti capaci di convincere nuovamente i clienti.


