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Ferrari Luce: un esemplare ancora più brutto | Video

Ferrari Luce muletto
Screen shot da video YouTube di Varryx

Le Ferrari Luce, a mio avviso, è la “rossa” più brutta di sempre. Leggendo i commenti in rete, sembra che l’opinione sia abbastanza condivisa. Qualcuno, forse non contento del suo scarso appeal estetico, ha deciso di peggiorare ancora le cose, dipingendo di nero la parte inferiore dell’auto e gran parte dello specchio di coda. Così un’impresa apparentemente impossibile ha preso forma.

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Possiamo ammirare il risultato del progetto grafico nel video più recente pubblicato da Varryx nel suo canale YouTube. Penso si tratti di un muletto di prova, per via di alcuni dettagli che avallano questa ipotesi, ma non si può escludere che l’esemplare sia stato configurato in questo modo per un cliente. Magari più avanti ne sapremo di più.

Fino a pochi anni fa nessuno avrebbe potuto immaginare che la casa di Maranello avrebbe prodotto un’auto 100% elettrica. Nessuno, inoltre, avrebbe creduto che le sue forme e la sua concezione generale sarebbero state così lontane dalla tradizione del “cavallino rampante”. Con la Ferrari Luce tutto questo è successo, contro ogni previsione. Il frutto dell’ardimento, prossimo alla blasfemia, è la “rossa” più irrituale di sempre.

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Come riferito in un’altra circostanza, la portata della rottura della Ferrari Luce con la storia del marchio rende quasi banali gli elementi di deragliamento introdotti dalla Purosangue. Il fatto che, sui social, ci siano grandi masse di appassionati ostili alla prima “rossa” alla spina la dice lunga sul fatto che il modello non sia riuscito a entrare nel cuore della gente.

Pare che in Cina e nella Silicon Valley ne stiano vendendo parecchie, ma forse gli acquisti giungono soprattutto da chi non ha un amore radicato per il mito emiliano. La Ferrari Luce è un’auto che segna un cambio d’identità radicale, difficile da digerire per chi si è nutrito del mito del “cavallino rampante” in modo completamente diverso.

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Usando una metafora, sarebbe come se i cultori del mito di Maranello fossero costretti a preferire gli hot dog alla cucina gourmet, dopo che quest’ultima ha deliziato il loro palato, lasciando anche un’impronta precisa sul loro gusto. La Ferrari Luce è scialba rispetto alle “rosse” convenzionali; non ha sale e non coinvolge. Il suo look non brilla, oltre ogni ragionevole dubbio.

Nessuno sognerebbe mai di mettere in camera un poster di questa vettura. Inoltre le manca il motore endotermico. Il sound è di natura diversa, molto diversa, da quella attesa. La prima elettrica della casa di Maranello è pure un’auto pesante: elemento che va in conflitto, almeno sul piano fisico e spirituale, col tema della sportività. Ci sono poi le quattro porte, i cinque posti, l’abitacolo rialzato e un interno asettico, quasi da nerd. Si fatica a creare connessione con lei.

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Tante cose creano allergia negli appassionati, almeno in quelli di stampo classico, cui si deve l’affermazione del mito emiliano come fatto culturale e di costume. Nessuno mette in dubbio la straordinaria tecnologia, la qualità costruttiva e l’efficienza del comportamento dinamico della Ferrari Luce, ma qui le lenti non sono quelle dei ragionieri. I numeri, da soli, non bastano a creare coinvolgimento. Non bastano nemmeno quelli relativi ai 60 brevetti che accompagnano il modello, prova di una grande ricerca ingegneristica.

Qui non è questione di metriche, ma di magia. Quella magia che ti fa sognare un modello, per la sua bellezza, il suo sound, le sue finezze motoristiche, la sensazione di essere a bordo di qualcosa di davvero speciale. Con la Ferrari Luce questo non accade, almeno secondo i canoni radicati, nonostante la sua eccellenza progettuale e costruttiva. Ad alcuni però piace. Penso si tratti, soprattutto, di una clientela nuova, mai legata in passato al marchio, almeno in termini di passione.

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Agli acquirenti, la prima auto elettrica della casa di Maranello regala 1050 cavalli di potenza massima, uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e una punta velocistica di oltre 310 km/h. Grande attenzione è stata prestata dai tecnici al tema del piacere di guida, anche attraverso l’aggiunta di un cambio e di un sound naturale, ma non motoristico.

A Maranello dicono che i movimenti del modello, fra una curva e l’altra, sono fulminei. Questa vettura è un riferimento assoluto, in termini di handling, fra le auto elettriche. Per chi ama il genere ciò ha il sapore di un plus, che tuttavia non basta agli altri, agli “endotermici” e ai ferraristi di sempre.

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