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Quando Citroën costruì la macchina perfetta per perdere: la BX 4TC per il Gruppo B

La Citroën BX 4TC fu costruita per dominare il Gruppo B e finì distrutta dalla casa madre. La storia dell'auto da rally che nessuno voleva ricordare.

Citroën BX 4TC

Gli esemplari costruiti furono 200, di questi 86 furono venduti, il resto, mestamente, venne distrutto dalla casa madre come si elimina una prova scomoda. La Citroën BX 4TC è una delle storie più amare del Gruppo B, quella categoria di rally che negli anni Ottanta trasformò le speciali in teatro dell’impossibile prima che proprio l’impossibile tornasse a fare danni veri.

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I costruttori si presentarono con macchine che sfidavano la fisica e spesso la perderono. Citroën si presentò con qualcosa di più raro: una macchina che sfidava il buon senso ingegneristico, e lo perse ancor prima di arrivare al via.

Tutto cominciò dalla Visa 1000 Pistes, piccola bomba a quattro ruote motrici da 150 HP nata da un’utilitaria che non chiedeva di meglio che fare la spesa. Sufficiente per vincere di classe davanti alla Toyota di Waldegaard, abbastanza per convincere i vertici di Citroën che ci fosse un posto per loro nella B-12, la classe regina del mondiale rally. Fu un’ottimistica valutazione.

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Il progetto della BX 4TC partì con quattro prototipi differenti. Guy Verrier e il suo gruppo scelsero il quarto: monoscocca, motore anteriore longitudinale da 2141 cc derivato dal Simca Type 180, turbocompressore KKK con intercooler, 380 CV a 7.000 giri e una coppia di 460 Nm a 5.500. Trazione integrale con differenziali a slittamento limitato, sospensioni idropneumatiche a doppio triangolo e freni a disco ventilato da 260 mm su tutti e quattro gli angoli. Velocità massima tra 220 e 280 km/h a seconda dei rapporti, 0-100 in meno di sei secondi.

Citroën BX 4TC

Pesava 1.150 chilogrammi contro un minimo regolamentare di 960. Il cambio derivava dalla serie DS, il motore aveva il monoblocco in acciaio e otto valvole comandate da un solo albero a camme, architettura di vecchia concezione mentre i rivali correvano già con tecnologie di un’altra epoca. Peugeot aveva costruito la 205 Turbo 16 pensando alla gara. Citroën aveva costruito la BX 4TC pensando, banalmente, a Citroën.

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L’esordio al Montecarlo 1986 fu un doppio ritiro. In Svezia, Andruet salvò un sesto posto che profumava già di requiem. All’Acropolis, la gara su cui la squadra puntava più di tutte, le sospensioni idropneumatiche cedettero nella prima speciale. Quelle sospensioni che dovevano essere il punto di forza.

Citroën BX 4TC

Citroën chiuse il programma in silenzio, senza clamori, e mandò al macero le BX invendute. Anni dopo sarebbe tornata a vincere tutto con Loeb che faceva cose che non si spiegano. I vincenti si ricordano facilmente, le sconfitte, invece, bisogna andarle a cercare.