Per Stellantis il conto della CO2 rischia di diventare molto pesante. Il gruppo guidato da Antonio Filosa resta infatti tra i costruttori europei più esposti alle possibili sanzioni previste dalle regole Ue e, rispetto a qualche mese fa, la situazione è addirittura peggiorata. Solo Volkswagen, al momento, presenta numeri più preoccupanti.
I nuovi calcoli di Dataforce, basati su tutto il 2025 e sui primi otto mesi del 2026, mostrano infatti un debito teorico di circa 1,36 miliardi di euro per Stellantis. In precedenza la stima era di 1,25 miliardi. Una differenza non enorme, ma sufficiente a confermare che il problema resta apertissimo.
Stellantis resta tra i gruppi più esposti in Europa
Dal 2025 il limite medio è fissato a 93,6 grammi di CO2 per chilometro, anche se ogni costruttore deve rispettare un proprio obiettivo. Quando questo viene superato, la sanzione può crescere molto rapidamente, perché vengono calcolati 95 euro per ogni grammo in eccesso su tutte le vetture immatricolate.
Stellantis si trova così al secondo posto tra i gruppi con il passivo teorico più elevato. Davanti c’è Volkswagen, che arriva a circa 2,75 miliardi di euro, contro i 2,3 miliardi stimati in precedenza. Seguono Mercedes-Benz, Nissan e Mazda.
Questo non significa però che Stellantis dovrà necessariamente pagare 1,36 miliardi di euro. Le cifre restano teoriche e i costruttori possono utilizzare il pooling, acquistando crediti da aziende che hanno emissioni più basse rispetto ai limiti previsti.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più discussi. A detenere i crediti più consistenti sono infatti soprattutto gruppi non europei. Tesla arriva a circa 3 miliardi di euro, BYD a 2,25 miliardi e Geely a 1,8 miliardi. Seguono Leapmotor con 832 milioni e Xpeng con circa 400 milioni.
Per Stellantis il tema è particolarmente importante anche perché il gruppo sta cercando di trovare un equilibrio tra elettriche, ibride e modelli termici in un mercato europeo che continua a cambiare rapidamente. Più cresceranno le vendite delle elettriche, più sarà possibile ridurre il peso delle emissioni medie.
La partita, quindi, è ancora tutta da giocare. Stellantis dovrà cercare di migliorare i propri numeri nei prossimi mesi, mentre molto dipenderà anche dalle decisioni che arriveranno da Bruxelles e da eventuali nuove modifiche alle regole europee sulla CO2.

