Tutti conoscono la Ferrari Testarossa, autentica regina di cuori in ambito automobilistico. Quasi nessuno (me compreso) sapeva, invece, che del modello fu realizzata un’interpretazione insolita, con carrozzeria “blindata”.
In realtà il termine, messo apposta tra virgolette, è esagerato. Meglio parlare di una versione irrobustita e con elementi antisfondamento. Ovviamente il lavoro non fu eseguito direttamente dalla casa di Maranello. Ecco perché quasi tutti non conoscono questo allestimento, ripreso in un post pubblicato sul gruppo Facebook “L’ANTICO GARAGE club auto e moto d’epoca”, che delizia spesso i suoi seguaci con succose curiosità.
La Ferrari Testarossa in esame, battezzata “Blindata Superleggera“, prese forma presso la carrozzeria Marazzi, fondata nel 1962 a Caronno Pertusella. Non si sa chi fu il committente e neppure se si andò oltre il singolo esemplare in tinta nera svelato al Salone di Torino del 1990, ma la storia desta curiosità.
È davvero insolito, infatti, che una supercar venga sottoposta a simili trattamenti protettivi, capaci di mutarne l’anima, per l’aggiunta di peso e la diversa ripartizione dei carichi. Il trattamento fu soft, usando i materiali di “blindatura” più leggeri, applicati alle parti più sensibili della Ferrari Testarossa, senza mutarne minimamente l’aspetto.
Preferisco, però, di gran lunga la versione originale. Credo infatti che aggiungere anche solo un pelo di capelli alla Gioconda deturpi il suo fascino nativo. Qui, poi, si parla della regina fra le granturismo degli anni ottanta; un’auto che ha segnato un’epoca. Nel suo tempo storico era il sogno per antonomasia.
Impossibile resistere al fascino ammaliante delle linee della carrozzeria della Ferrari Testarossa, firmata da Pininfarina. Nello specchio di coda e nella vista di 3/4 posteriore questo modello tocca il diapason del suo splendore e domina la scena ancora oggi.
Il debutto in società della stupenda berlinetta avvenne nel 1984, al Salone dell’Auto di Parigi, per sostituire la BB512, di cui conserva la base meccanica, ma in un quadro estetico molto più estremo. L’energia dinamica della Ferrari Testarossa giunge da un motore a 12 cilindri, con angolo di 180 gradi fra le bancate. Parliamo di un cuore da 4.942 centimetri cubi di cilindrata.
Si fissa a quota 390 cavalli la potenza massima, per una velocità di punta nell’ordine dei 290 km/h. Sono sublimi le sonorità meccaniche offerte al piacere dei sensi. A fissare la Ferrari Testarossa nell’immaginario collettivo ci ha pensato pure il mondo del cinema, che più volte ha fatto ricorso alla sua presenza. La serie televisiva alla quale ci collega in modo inscindibile è quella di Miami Vice, dove il modello guadagnò un ruolo di primo piano, diventandone quasi il simbolo.
Research: @rarecarsonly
