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La Maserati del futuro nascerà in una fabbrica cinese: Modena firma a malincuore?

Maserati stringe accordi con Huawei e JAC per due nuovi EV. Si produce in Cina, si assembla in Italia. Una strategia o una resa?

Maserati badge

In Cina la stampa ne è certa, hanno tutto quello che serve per raccontare una storia di scartoffie e firme (a malincuore) che ha come scenario Modena. Maserati avrebbe in programma accordi con Huawei e JAC per sviluppare e produrre due nuovi veicoli elettrici, un SUV destinato ad affiancare, e in prospettiva sostituire, il Grecale Folgore, e una coupé erede della GranTurismo Folgore. L’operazione profuma più di sopravvivenza che di conquista. Cosa arriverà da Oriente?

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La GranTurismo Folgore attuale eroga 761 CV da tre motori elettrici, accelera da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi, tocca i 325 km/h e percorre 542 km con una singola carica, grazie a una batteria da 92,5 kWh e a un’architettura a 800 volt che accetta ricarica fino a 270 kW. Una vettura straordinaria, che costa intorno ai 200.000 euro. Ebbene, la prossima generazione dovrà fare meglio su tutto e rimanendo in quel range di prezzo.

Maserati granturismo folgore

JAC, azienda interamente statale, si occupa di telaio e carrozzeria: produce il corpo dell’auto in Cina, poi la spedisce in Italia dove viene assemblata integralmente. Huawei fornisce la piattaforma HIMA con il sistema di guida autonoma Qiankun, la tecnologia per le motorizzazioni e l’abitacolo intelligente. Il design, Maserati se lo tiene stretto, l’unica cosa su cui non sembrerebbe disposta a trattare.

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Quanti clienti del Tridente sono disposti a mettere firma e assegno su un’auto da centinaia di migliaia di euro (sostanzialmente) costruita in una fabbrica di Stato cinese, assemblata poi a Modena quanto basta per mantenere la targa italiana? La formula, commercialmente, è una scommessa.

Maserati badge

I numeri di vendita renderebbero però la mossa raccontata dai media cinesi comprensibile, se non inevitabile. Nel 2025 Maserati ha venduto 7.900 unità, il 43% in meno rispetto alle 11.300 del 2024, il peggior risultato degli ultimi quindici anni. Il marchio ha bisogno di modelli nuovi, sviluppati in tempi rapidi e a costi contenuti. La Cina, in questo momento, offre entrambe le cose.

I mercati target dichiarati sono Medio Oriente, Germania, Francia e Italia, come se Maserati producesse in Cina esclusivamente per non venderci niente.

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