Il futuro dello stabilimento Stellantis di Termoli torna al centro dell’attenzione. Dopo il tramonto del progetto della Gigafactory, che avrebbe dovuto cambiare completamente il destino del sito molisano, adesso i sindacati chiedono nuove produzioni concrete. E tra le proposte avanzate c’è anche l’assegnazione di un nuovo motore destinato ad Alfa Romeo e Maserati.
Stellantis Termoli cerca un nuovo futuro industriale
Le richieste sono emerse durante le assemblee con i lavoratori, convocate per fare il punto su una situazione che resta molto delicata. Secondo i sindacati, le produzioni attuali non bastano a garantire un futuro stabile allo stabilimento e il rischio è che nei prossimi mesi si apra una fase ancora più complicata.
Le stime parlano infatti di 700-900 lavoratori potenzialmente fuori dal ciclo produttivo entro aprile 2027. Un numero pesante per un sito che ha già perso centinaia di addetti negli ultimi anni e che oggi continua a fare largo uso degli ammortizzatori sociali.
Termoli produce attualmente diverse motorizzazioni Stellantis. Tra queste c’è il V6 destinato ad alcune Alfa Romeo e Maserati, il GSE utilizzato anche da Fiat Pandina e 500 Hybrid e il T4 montato su Giulia, Stelvio e su alcuni modelli Jeep destinati al mercato americano.
Proprio il futuro di queste produzioni preoccupa i sindacati. Il T4, in particolare, dovrebbe progressivamente ridurre i propri volumi e questo potrebbe lasciare scoperta una parte consistente della forza lavoro.
Qualcosa comunque si sta muovendo. A Termoli è previsto l’avvio della produzione del nuovo cambio eDCT destinato ai modelli ibridi Stellantis, una linea che a pieno regime dovrebbe occupare poco meno di 300 persone. Da sola, però, non sembra sufficiente a compensare il calo delle altre attività.
Da qui la richiesta di assegnare allo stabilimento un nuovo motore, possibilmente collegato proprio ai futuri modelli Alfa Romeo e Maserati, insieme ad altre produzioni legate all’elettrificazione. L’obiettivo è trasformare Termoli in un sito capace di accompagnare la transizione del gruppo, evitando che la fine del progetto batterie lasci un vuoto difficile da colmare.
Il nodo vero resta quindi quello dei prossimi anni. Senza nuove commesse, lo stabilimento rischia di dipendere sempre più dagli ammortizzatori sociali. Con nuovi motori, cambi e componenti elettrificati, invece, Termoli potrebbe tornare ad avere un ruolo centrale nella strategia industriale italiana di Stellantis.


