La nuova cassa integrazione annunciata da Stellantis per Mirafiori riaccende l’allarme sul futuro dello stabilimento torinese. A fine ottobre le Carrozzerie si fermeranno per due settimane e, secondo la UILM, questo nuovo stop dimostra quanto il rilancio del sito sia ancora lontano dall’essere completato.
La UILM chiede un secondo modello per Mirafiori
Gianluca Ficco, segretario nazionale UILM responsabile del settore auto, e Luigi Paone, segretario generale della UILM di Torino, parlano di una situazione ancora molto difficile. Per il sindacato, la cassa integrazione conferma la necessità di assegnare a Mirafiori un secondo modello, così da garantire una produzione più stabile e sfruttare meglio la capacità dello stabilimento.
Le difficoltà riguardano in particolare la linea della Fiat 500 Hybrid, introdotta proprio dopo le pressioni dei sindacati e affiancata alla 500 elettrica. Nonostante questo, la UILM non intende rinunciare alla richiesta di stabilizzazione dei lavoratori somministrati presenti nell’area torinese. Attualmente sarebbero oltre 1.100 i lavoratori temporanei coinvolti.
Il sindacato chiede inoltre chiarimenti sul futuro di Teksid, dove resta atteso un confronto sul piano di investimenti necessario per risolvere i problemi organizzativi e sostenere la crescita produttiva. Anche in questo caso, uno dei temi centrali resta la possibile stabilizzazione dei lavoratori somministrati.
Ficco e Paone sottolineano che la crisi del settore automobilistico resta molto pesante e chiedono un nuovo incontro con Stellantis prima di dicembre, con l’obiettivo di chiarire gli ultimi aspetti del piano industriale.
Il confronto, secondo la UILM, non deve però fermarsi all’azienda. Il sindacato torna infatti a puntare il dito contro le politiche europee sull’elettrificazione, considerate troppo penalizzanti per l’industria automobilistica, e chiede anche interventi a livello nazionale.
Tra i problemi indicati ci sono il costo dell’energia, giudicato troppo elevato, e la mancanza di strumenti adeguati per gestire i lavoratori con ridotte capacità lavorative. Per la UILM, quindi, il futuro di Mirafiori passa da nuovi modelli, investimenti più chiari e da regole industriali considerate più sostenibili per il settore.


