Stellantis punta forte sull’India prendendo il controllo completo dello stabilimento di Thiruvallur, nel Tamil Nadu. Il gruppo ha acquistato la quota di Hindustan Motor Finance Corporation del gruppo CK Birla. Una mossa che mette fine alla joint venture avviata nel 2017.
Stellantis vuole fare di Thiruvallur una fabbrica molto più importante
Il dato che fa capire meglio dove vuole arrivare il gruppo Stellantis è quello sulla produzione. Nel 2026 dallo stabilimento dovrebbero uscire circa 18.000 auto. Per il 2027, invece, l’obiettivo è superare quota 50.000 unità con una crescita del 160%.
Oggi a Thiruvallur vengono costruite Citroen C3, e-C3, C3 Aircross e Basalt. La fabbrica ha già un punto di forza importante: oltre il 95 per cento dei componenti utilizzati arriva da fornitori locali. Questo permette di tenere sotto controllo i costi e rende l’impianto interessante anche per produrre auto destinate fuori dall’India.
Una parte delle vetture costruite lì, infatti, viene già esportata verso America Latina, Medio Oriente e Africa. Con il forte aumento della produzione previsto per il prossimo anno, Stellantis potrebbe usare sempre di più Thiruvallur come base da cui rifornire altri mercati.
Il piano dovrebbe avere effetti anche sull’occupazione. Oggi gli addetti diretti sono circa 610, ma con volumi così più alti il numero è destinato a crescere. E non ci saranno effetti solo dentro la fabbrica: anche fornitori, logistica, trasporti e servizi collegati alla produzione dovrebbero beneficiare dell’espansione.
Stellantis in India ha già investito parecchio. Negli ultimi anni si parla di circa 11.000 crore di rupie, poco più di un miliardo di euro, destinati a produzione, sviluppo, ingegneria e localizzazione della filiera.
Shailesh Hazela, CEO e Managing Director di Stellantis India, ha spiegato che avere il controllo completo dello stabilimento permetterà al gruppo di decidere più velocemente e di reagire meglio a quello che chiede il mercato. Da ciò si evince chiaramente che il gruppo guidato dal CEO Antonio Filosa vuole usare l’India come una vera base industriale da cui far crescere produzione ed esportazioni.

