Stellantis sta lavorando a una soluzione decisamente particolare per affrontare uno dei problemi più sentiti sulle auto elettriche: l’autonomia. Dai brevetti depositati negli ultimi mesi emerge infatti lo sviluppo di una microturbina a gas utilizzata esclusivamente per produrre energia elettrica. Non avrebbe quindi alcun collegamento diretto con le ruote, che continuerebbero a essere mosse soltanto dal motore elettrico. In pratica si tratterebbe di un range extender, ma con una soluzione tecnica molto diversa rispetto ai piccoli motori termici utilizzati normalmente sui sistemi EREV.
Stellantis studia una microturbina per ricaricare la batteria durante il viaggio
L’ultimo documento pubblicato porta la sigla WO2026190425 ed è datato 17 settembre 2026. Descrive un turbogeneratore autonomo per la conversione dell’energia, ma è mettendo insieme questo brevetto con quelli precedenti che si capisce meglio la direzione scelta da Stellantis.
Il funzionamento sarebbe abbastanza semplice dal punto di vista dell’automobilista. La batteria continua ad alimentare il motore elettrico, mentre la turbina lavora come generatore per produrre corrente quando necessario. In questo modo può funzionare a un regime il più possibile costante, evitando continui cambi di velocità e lavorando vicino al punto di massima efficienza. La batteria si occuperebbe invece dei picchi di potenza richiesti durante accelerazioni e riprese.
La versione più sofisticata del progetto prende il nome di IRReGT, acronimo di Intercooled Recuperative Reheat Gas Turbine. Il sistema utilizza due fasi di compressione e un intercooler che raffredda l’aria tra un compressore e l’altro. Sono previsti anche due alberi, due turbine e due camere di combustione.
Stellantis sta inoltre studiando diversi sistemi per recuperare energia che normalmente andrebbe persa sotto forma di calore. Si parla dei gas di scarico, dell’intercooler, delle macchine elettriche e persino dei cuscinetti. Questo calore potrebbe essere utilizzato anche per alimentare un ulteriore circuito capace di produrre altra energia elettrica.
Un brevetto pubblicato nel maggio 2026 descrive invece una soluzione in cui il carburante viene immesso nel recuperatore, dove si mescola con l’aria compressa prima della combustione. Tra i combustibili citati troviamo benzina e altri idrocarburi, ma anche biocarburanti, etanolo e metanolo.
Il vantaggio principale di una microturbina sarebbe quello di poter lavorare quasi sempre nelle condizioni più favorevoli, migliorando l’efficienza rispetto a un motore termico costretto a seguire continuamente le richieste del guidatore. Resta però da capire se Stellantis porterà davvero questa tecnologia su un modello di serie. I brevetti mostrano che il progetto è seguito da tempo, ma al momento non esistono ancora indicazioni su un possibile debutto commerciale.

