Ferrari continua a cercare nuove strade per rendere i suoi futuri motori ancora più efficaci. Questa volta l’attenzione è finita su un brevetto scoperto da CarBuzz, che descrive un sistema di sovralimentazione piuttosto fuori dal comune. L’idea è quella di affiancare a un grande turbocompressore tradizionale, azionato dai gas di scarico, due compressori mossi elettricamente. In questo modo la casa di Maranello punterebbe a ottenere tanta potenza agli alti regimi, ma senza quella risposta un po’ pigra che può caratterizzare i turbo più grandi quando si affonda il pedale dell’acceleratore.
Ferrari brevetta un sistema con un turbo e due compressori elettrici
Un turbocompressore di grandi dimensioni riesce a spostare molta aria e quindi aiuta il motore a sviluppare potenze elevate, ma ha bisogno di un certo flusso di gas di scarico per iniziare a lavorare davvero bene. Un turbo più piccolo entra in azione prima, ma quando il motore sale di giri non riesce a garantire la stessa portata.
Ferrari sembra voler mettere insieme i vantaggi di entrambe le soluzioni. Il turbo principale lavorerebbe soprattutto quando il motore gira più forte, mentre ai bassi regimi entrerebbero in scena i due compressori elettrici.
Non dovendo aspettare i gas di scarico, i due compressori possono iniziare a lavorare praticamente subito. Appena il guidatore preme l’acceleratore, possono già spingere più aria verso il motore, rendendo la risposta molto più pronta.
Quando poi i giri aumentano e il turbocompressore principale arriva nella sua zona ideale di funzionamento, il flusso può essere deviato lasciando lavorare soprattutto quest’ultimo. I compressori elettrici, però, potrebbero restare pronti a intervenire di nuovo se il regime scende o se serve una risposta immediata.
Altri costruttori hanno già lavorato con sistemi di sovralimentazione elettrica, mentre BMW in passato ha utilizzato anche motori con tre turbocompressori tradizionali. La particolarità della soluzione Ferrari sta però proprio nella combinazione tra un grande turbo mosso dai gas di scarico e due unità elettriche.
Il brevetto non dice su quale modello potrebbe arrivare questa tecnologia e non chiarisce nemmeno quale impianto elettrico sarebbe necessario per alimentare i due compressori. Considerando la potenza richiesta, però, è facile immaginare un sistema almeno a 48 volt, se non addirittura superiore.


