Il futuro dello stabilimento Stellantis di Brampton resta appeso a un filo. Nelle ultime ore sono arrivati nuovi sviluppi sul fronte dei lavoratori e nei rapporti con Unifor, mentre continua a far discutere la possibile vendita dell’impianto a Roshel. Il sindacato non vuole che una fabbrica storicamente legata all’auto cambi definitivamente pelle e sta facendo pressione sul governo canadese perché intervenga.
Stellantis e Unifor, nuovi sviluppi sul futuro di Brampton
Al centro della vicenda ci sono più di 2.000 lavoratori, fermi da quando la produzione nello stabilimento è stata sospesa. Stellantis e Unifor hanno trovato un’intesa per prolungare le attuali tutele economiche, così da continuare a garantire un sostegno ai dipendenti mentre la trattativa resta aperta.
Le misure continueranno a valere fino a quando non si arriverà a una situazione formale di sciopero o serrata, oppure fino alla firma di un nuovo accordo. Il contratto attuale scadrà il 20 settembre alle 23:59, ma questo non significa che subito dopo partirà automaticamente uno sciopero. Prima bisognerà completare i passaggi previsti dalla procedura di conciliazione dell’Ontario.
Il vero problema, però, continua a essere un altro: che cosa diventerà Brampton. Stellantis ha firmato un memorandum d’intesa con Roshel, azienda canadese specializzata in veicoli blindati, che potrebbe acquistare lo stabilimento e trasformarlo in un polo produttivo legato anche al settore della difesa.
Roshel sostiene che il progetto potrebbe creare oltre 2.000 posti di lavoro e che gli ex dipendenti Stellantis avrebbero la precedenza nelle assunzioni. Per Unifor, però, questo non basta. Il sindacato vuole che Brampton resti una fabbrica automobilistica e teme che la vendita possa chiudere definitivamente quella porta.
La presidente Lana Payne ha quindi chiesto al governo federale di intervenire direttamente. Secondo Unifor, il problema non riguarda solo chi lavora dentro lo stabilimento, ma anche tutto l’indotto che negli anni è cresciuto attorno alla produzione automobilistica.
Anche Ottawa continua a tenere alta la pressione su Stellantis. Il ministro dell’Industria Mélanie Joly ha ribadito che il governo vuole vedere un nuovo modello assegnato a Brampton e ha ricordato che sul tavolo ci sono anche fondi pubblici concessi al gruppo.
La fabbrica, del resto, avrebbe dovuto produrre la nuova Jeep Compass. Quel piano è poi saltato e la produzione è stata indirizzata verso gli Stati Uniti. Da quel momento Brampton è diventata una delle questioni più difficili da gestire per Stellantis in Canada, e il confronto con lavoratori e governo è ancora tutt’altro che chiuso.


