Stellantis ha deciso di cambiare passo negli Stati Uniti e nei prossimi anni la trasformazione riguarderà praticamente tutti i suoi marchi americani. Chrysler, Dodge, Jeep e Ram avranno ruoli molto più definiti rispetto al passato, con nuovi modelli, ritorni di nomi storici e soprattutto una maggiore libertà nella scelta delle motorizzazioni.
A raccontare qualcosa in più sui programmi è stato Tom Sacoman, Senior Vice President North American Product Planning di Stellantis e responsabile della divisione SRT Performance, in un’intervista concessa a WardsAuto. Le sue parole permettono di capire meglio cosa si nasconde dietro il piano FaSTLAne 2030 presentato dal gruppo lo scorso maggio.
I numeri danno già l’idea della portata dell’operazione. In Nord America Stellantis prevede 11 modelli completamente nuovi, oltre a numerosi aggiornamenti della gamma. L’obiettivo è aumentare del 50% la copertura del mercato e far crescere i volumi del 35%. Una parte importante del lavoro riguarderà anche i prezzi: entro il 2030 arriveranno sette nuovi prodotti sotto i 40.000 dollari e due sotto i 30.000.
Stellantis ridisegna il futuro di Jeep, Ram, Dodge e Chrysler
Uno dei marchi destinati a cambiare maggiormente sarà Chrysler. Oggi la sua gamma è praticamente costruita attorno alla Pacifica, ma Stellantis vuole riportarla verso auto più accessibili e dai volumi maggiori. Proprio Chrysler dovrebbe avere un ruolo centrale nell’offensiva sotto i 30.000 dollari, tornando quindi a parlare a una fascia di clienti che negli ultimi anni il gruppo aveva progressivamente trascurato.
Per Dodge, invece, niente rivoluzioni filosofiche. Rimarrà il marchio americano delle prestazioni, ma con una differenza: non ci saranno soltanto versioni estreme, potentissime e costose. Sacoman ha anticipato l’intenzione di proporre anche modelli sportivi più accessibili, mantenendo comunque prestazioni e carattere al centro dell’offerta.
Le novità forse più interessanti riguardano Ram. La gamma si allargherà verso il basso con Rampage e soprattutto con il ritorno del Dakota, nome che sarà utilizzato per un nuovo pickup di medie dimensioni. Ma Stellantis guarda anche in un’altra direzione: tornerà un grande SUV Ram dopo circa 35 anni di assenza. Sacoman lo ha indicato come Ramcharger, un modello con struttura a telaio che nascerà sulla base della Wagoneer.
Anche per Jeep ci sono anticipazioni interessanti. Il marchio continuerà naturalmente a puntare sulla capacità in fuoristrada, ma Stellantis vuole dividere maggiormente la gamma tra i modelli più specialistici e quelli orientati a un utilizzo quotidiano.
Ed è proprio nella famiglia Wrangler che potrebbe arrivare una delle novità più curiose. Sacoman ha parlato direttamente di una futura Wrangler Scrambler, descrivendola come una sorta di incrocio tra Wrangler, trophy truck e persino monovolume. Una definizione volutamente particolare che lascia immaginare un veicolo molto diverso dalle Jeep tradizionali.
Ci sono poi novità anche per Jeep Recon. Il modello arriverà inizialmente come elettrico, ma Stellantis ha già in programma di affiancargli successivamente una versione con motore a combustione interna. Grand Cherokee e Grand Cherokee L continueranno invece a ricevere nuove motorizzazioni e aggiornamenti, mentre Grand Wagoneer resterà al vertice della gamma.
Dietro questa libertà nelle motorizzazioni c’è anche la nuova piattaforma STLA One, attesa dal 2027. L’architettura sarà modulare e permetterà di sviluppare sulla stessa base modelli termici ed elettrici senza costringere una versione a portarsi dietro compromessi tecnici pensati per l’altra.
Ed è probabilmente questo il cambiamento più importante nella nuova strategia di Stellantis: niente corsa obbligata verso un’unica tecnologia. Negli Stati Uniti continueranno ad avere spazio benzina, ibrido, elettrico e sistemi range extender. La scelta dipenderà dal modello, dalle normative e soprattutto da quello che i clienti americani saranno realmente disposti a comprare.



