La situazione di Cassino Plant continua a farsi sempre più pesante. Produzione ridotta ai minimi termini, nuove giornate di stop e un futuro industriale che resta ancora poco chiaro stanno alimentando la preoccupazione non soltanto tra i dipendenti Stellantis, ma in tutto il territorio. Il tema è stato al centro del Consiglio territoriale della Uilm Frosinone, che ha riunito circa 550 persone all’Edra Palace Hotel di Cassino.
Il messaggio arrivato dal sindacato è netto: non basta continuare a gestire l’emergenza attraverso cassa integrazione e ammortizzatori sociali. Servono nuovi modelli, investimenti e soprattutto una prospettiva produttiva capace di dare ossigeno allo stabilimento e alle tante aziende dell’indotto che dipendono dalle sue attività.
Cassino Plant lavora pochissimo e cresce la pressione su Stellantis
I numeri fotografano bene la situazione. Nei primi sei mesi del 2026 a Cassino sono state costruite appena 6.700 vetture, con un calo del 36,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo stabilimento ha lavorato soltanto 39 giornate e, mantenendo questo ritmo, potrebbe chiudere l’anno intorno alle 13 mila auto prodotte.
Giulia, Stelvio e Maserati Grecale non sono più sufficienti a garantire i volumi necessari per uno stabilimento di queste dimensioni. Da qui la richiesta della Uilm di conoscere in tempi rapidi quali modelli Stellantis intenda assegnare a Cassino, con quali tempistiche e con quali numeri produttivi.
Davide Sperti, segretario generale della Uilm, ha sottolineato che il problema va ben oltre i lavoratori diretti. Ogni giornata di fermo si riflette sulla componentistica, sulla logistica, sui trasporti e su decine di aziende che ruotano attorno allo stabilimento.
La Regione Lazio, attraverso la vicepresidente Roberta Angelilli, ha fatto sapere di aver chiesto a Stellantis di anticipare la presentazione del piano industriale. L’obiettivo è ottenere risposte prima possibile sugli investimenti destinati agli impianti italiani e, in particolare, sul futuro di Cassino.
Intanto dalla fabbrica è arrivato un nuovo segnale negativo. Stellantis ha disposto un altro stop per lastratura, verniciatura, montaggio e reparti collegati fino a venerdì 18 settembre. Dopo una ripartenza durata pochissimo lunedì mattina, interrotta per un guasto tecnico e mancanza di lavoro, le linee sono rimaste nuovamente ferme.
Cassino, di fatto, lavora a singhiozzo da luglio. Tra ferie, cassa integrazione, problemi tecnici e carenza di attività, anche settembre sta scorrendo senza quella vera ripartenza che lavoratori e territorio aspettano ormai da mesi.


