In settant’anni di storia americana dell’auto, la parola che ha fatto tremare i polsi ai dirigenti Dodge è stata proprio Demon. Tutto merito (o colpa, preferibilmente) dei gruppi religiosi, che videro nel nome una “promozione del diavolo” in persona.
Siamo nel 1971. La Dodge ha un problema serio: Plymouth, marchio gemello dentro Chrysler, sta cannibalizzando le vendite grazie alla Valiant Duster, una fastback aggressiva che sta facendo faville. La risposta di Dodge arriva sulla piattaforma A-body, prendendo il muso della Dart e cucendoci sopra un corpo fastback. Il risultato è la Dodge Dart Demon 340.
Il nome sembrava perfetto per una strip car. Il motore era un V8 small-block da 5,6 litri con 275 cavalli e 340 lb-ft di coppia, lo stesso numero che campeggiava nel nome. Cambio manuale a tre o quattro marce, oppure automatico TorqueFlight. Carburatore Carter AVS a quattro corpi, albero in acciaio forgiato, catena di distribuzione a doppio rullo, doppio scarico. L’auto pesava tra 1.400 e 1.500 chilogrammi e bruciava il quarto di miglio in 14,49 secondi a quasi 160 km/h.
I premi assicurativi salivano, le normative sulle emissioni stringevano, e offrire prestazioni accessibili ai ragazzi era l’unico modo per tenerli nel brand. La Demon 340 era un’arma da semaforo a prezzo ragionevole.
Il problema era il diavoletto. Gli adesivi col cartoon del demone, forcone in mano e aria sbarazzina, decoravano carrozzeria e parafanghi. I gruppi cristiani insorsero. Qualcuno ipotizzò che Dodge avesse scartato “Beaver” come alternativa al nome, scoprendo tardivamente che il termine aveva tutt’altra valenza in slang. “Demon” sembrò la scelta sicura. Non lo era.
Nel 1972 Dodge eliminò la grafica animata per placare le proteste. Le normative sulle emissioni, intanto, avevano già fatto il lavoro sporco: la potenza scese a 240 cavalli, le vendite crollarono sotto le 50.000 unità, mentre la Plymouth Duster, praticamente identica sotto la carrozzeria, ne vendeva oltre 212.000. Nel 1973, la Dart Demon divenne Dart Sport. Il demone era stato esorcizzato.
La Plymouth Duster 340 faceva 0-100 in 6,2 secondi, la Demon 340 in 6,5: non era la più veloce. Ma è l’unica che si ricorda negli States anche per ragioni, per così dire, teologiche.


