La possibile vendita dello stabilimento Stellantis di Brampton a Roshel continua a far discutere in Canada e adesso lo scontro si sposta anche sul piano politico. Il sindaco Patrick Brown ha attaccato duramente il gruppo, parlando di un vero e proprio tradimento nei confronti dei lavoratori e dei contribuenti canadesi. Al centro della polemica c’è il protocollo d’intesa firmato da Stellantis con Roshel per valutare la cessione della fabbrica, ferma da tempo e senza una prospettiva automobilistica definita.
Stellantis sotto pressione in Canada per il futuro di Brampton
Brown contesta soprattutto un punto: negli anni Stellantis ha ricevuto centinaia di milioni di dollari di sostegno pubblico anche sulla base di impegni legati al futuro produttivo del sito. Per il sindaco, se il gruppo decidesse davvero di abbandonare Brampton, il governo federale dovrebbe valutare tutte le azioni disponibili per chiedere conto di quegli impegni.
Il primo cittadino vuole inoltre conoscere nel dettaglio il contenuto del protocollo con Roshel, soprattutto per capire quanti posti di lavoro potrebbero essere recuperati. Brampton aveva oltre 2.000 dipendenti quando la produzione è stata fermata nel 2023 e il futuro occupazionale resta il tema più delicato dell’intera vicenda.
Roshel produce veicoli blindati e mezzi destinati anche alla difesa e vorrebbe trasformare il sito in un centro produttivo per questo settore. Stellantis sostiene che l’azienda canadese rappresenti una delle strade più credibili per riportare attività industriale nella fabbrica ed evitare che rimanga inattiva ancora a lungo.
Il problema è che la questione sta già pesando anche sui rapporti con Unifor. Il sindacato ha sospeso le trattative sul nuovo contratto, spiegando che il futuro di Brampton è diventato uno dei principali punti di scontro. L’accordo attuale scadrà il 20 settembre e Unifor ha chiarito che non intende arrivare a un’intesa senza una soluzione considerata accettabile per i lavoratori del sito.
Il sindacato accusa Stellantis di aver legato parte dell’accordo economico alla chiusura e alla vendita della fabbrica, una posizione che ha ulteriormente irrigidito il confronto.
Intanto anche Ottawa viene chiamata direttamente in causa. Brown chiede che il governo verifichi se esistano gli estremi per intervenire legalmente o recuperare parte dei fondi pubblici concessi in passato, mentre Roshel ha manifestato l’intenzione di riassorbire una parte dei lavoratori in caso di acquisizione.


