Nove acquirenti su dieci non avrebbero comprato nessun altro marchio Stellantis. Leapmotor lo dice con una certa sicurezza, ha anche i numeri per sostenerlo. Francesco Giacalone, responsabile globale di strategia e marketing di Leapmotor International, ha condiviso questo dato con la stampa internazionale durante il lancio della B03X.
Le 150mila vendite registrate fuori dalla Cina sono sufficienti, secondo lui, per iniziare a fare i calcoli. Ebbene, solo uno su dieci dei clienti Leapmotor avrebbe altrimenti preso in considerazione un Peugeot, un Fiat o un Citroën. Gli altri nove sono nuovi, per il Gruppo, non solo per il marchio.
La struttura dell’accordo tra i due attori è nota, Stellantis controlla il 51% di Leapmotor International, la joint venture che gestisce vendite e produzione fuori dalla Cina. Leapmotor tiene il 49%, mentre la casa madre cinese detiene un 21% del marchio. In cambio dell’accesso alla rete distributiva globale di Stellantis, logistica, assistenza, dealer consolidati, il gruppo franco-americano ottiene una gamma di veicoli elettrici e range extender competitivi senza averli dovuti sviluppare da zero.
Il rischio di cannibalismo era ovvio fin dal primo giorno. Stellantis possiede già una galassia di marchi e aggiungerne uno con prezzi aggressivi, dotazioni generose e una gamma in rapida espansione suonava come un invito a mangiarsi da soli le quote di mercato. Leapmotor sostiene che non stia accadendo nulla di tutto questo.
Giacalone descrive il cliente tipo di Leapmotor come mediamente otto o nove anni più giovane rispetto all’acquirente di un marchio tradizionale. Meno legato alla storia del costruttore, più interessato al rapporto tra tecnologia inclusa e prezzo finale. Qualcuno avrebbe comprato usato, ma si è convinto a prendere un’auto nuova perché il valore offerto era difficile da ignorare. “Non siamo un marchio economico”, ha precisato. “Siamo un marchio che offre un ottimo rapporto qualità-prezzo”.
I veri concorrenti, secondo la stessa Leapmotor, non sono i cugini di casa Stellantis. Sono BYD, GWM, MG e Chery in diversi mercati nel mondo. In Australia si sta combattendo con loro, con Leapmotor che si è fermata a 112 immatricolazioni, con una crescita del 286% anno su anno, certo, ma su una base molto ridotta.
La gamma locale si sta allargando: al SUV C10, arrivato a dicembre 2024, si è aggiunto il B10, poi la berlina B05, e i documenti di omologazione australiani anticipano l’arrivo del B03X.

