Stellantis ha ricevuto nelle scorse ore nella sede di San Paolo Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri. Ad accoglierlo c’era Herlander Zola, responsabile del gruppo per il Sud America, insieme ad altri dirigenti della regione. Più che una visita di rappresentanza, l’incontro è servito a parlare di industria, investimenti e dei rapporti economici tra Italia e Brasile, in un momento in cui il Paese continua ad avere un ruolo centrale nei piani di Stellantis.
Il Brasile resta uno dei mercati chiave per Stellantis
La visita arriva proprio nell’anno in cui Fiat festeggia 50 anni di presenza in Brasile. Un traguardo che racconta molto del rapporto costruito dal marchio con il Paese. Fiat non è soltanto uno dei nomi più conosciuti del mercato locale, ma anche una presenza industriale ormai profondamente radicata, con stabilimenti, fornitori e migliaia di lavoratori coinvolti.
Durante il confronto con Tajani si è parlato anche di Mercosur e Unione europea, oltre che del rafforzamento delle filiere produttive. Temi che per Stellantis hanno un peso molto concreto, perché il Sud America continua a essere una delle aree più forti del gruppo e il Brasile resta il fulcro delle attività nella regione.
I numeri spiegano bene perché. Stellantis impiega circa 35.000 persone in Brasile e lavora con più di 1.200 fornitori locali. A questo si aggiunge un piano di investimenti da 30 miliardi di real fino al 2030, una cifra che conferma quanto il gruppo abbia intenzione di continuare a puntare sul Paese anche nei prossimi anni.
“È un onore ricevere questa visita in un anno così speciale per Fiat e Stellantis in Brasile. La nostra storia dimostra come l’unione tra la tradizione industriale italiana e il talento brasiliano possa generare innovazione, sviluppo e crescita sostenibile. Rimaniamo impegnati a investire nel Paese, a rafforzare la nostra base industriale e a contribuire al progresso della mobilità in Sud America”, ha dichiarato Herlander Zola.
Sul tavolo c’è però anche il tema della competitività. Il settore auto sta cambiando velocemente e per mantenere forte una base produttiva servono investimenti, regole stabili e filiere capaci di reggere la concorrenza internazionale. Al termine dell’incontro, i rappresentanti hanno sottolineato l’importanza di un dialogo continuo tra governi e imprese per promuovere un ambiente favorevole agli investimenti, alla competitività e allo sviluppo economico a lungo termine.

