Cento anni fa nasceva a Torino un ingegnere meccanico destinato a ridefinire il concetto stesso di automobile bella. Sergio Pininfarina, oltre ad aver inventato lo stile italiano, lo ha industrializzato, esportato e reso irrinunciabile per chiunque volesse costruire una macchina degna di essere guardata.
Quando nel 1960 prende le redini dell’azienda fondata dal padre Battista “Pinin” Farina, eredita una carrozzeria di eccellenza artigianale. Quello che restituisce, nei decenni successivi, è qualcosa di radicalmente diverso: una struttura industriale moderna, con collaborazioni strategiche con i principali costruttori mondiali e un portafoglio di icone che copre Ferrari, Lancia, Alfa Romeo, Maserati e Peugeot.
La sua firma è ovunque, ma non pesa. È quella capacità rara di fare vetture che sembrano nate così, senza sforzo visibile. L’aerodinamica filtrata nella forma, la pulizia delle linee portata fino all’osso: un metodo che il figlio Paolo ha sintetizzato nel 2013 con la concept Pininfarina Sergio, barchetta su base Ferrari presentata a Ginevra come omaggio postumo al padre scomparso l’anno prima.
Sergio se ne va il 3 luglio 2012, dopo aver attraversato mezzo secolo di trasformazioni industriali, crisi economiche e rivoluzioni stilistiche senza mai perdere la bussola. Nel 2006 aveva già passato il testimone ai figli Andrea e Paolo, una staffetta che il destino avrebbe reso più complicata del previsto, con Andrea scomparso nel 2008 e Paolo nel 2024.
La sua traiettoria non si esaurisce nel design. Dalla fine degli anni Settanta, in un’Italia che scricchiolava sotto il peso della crisi, Pininfarina sceglie di “sporcarsi le mani”: presidenza dell’Unione Industriale di Torino nel 1978, elezione al Parlamento Europeo nel 1979, poi la guida di Confindustria dal 1988 al 1992. Nel 2005 il Presidente Ciampi lo nomina Senatore a vita. Nel 2007 l’Automotive Hall of Fame di Dearborn, nel Michigan, lo inserisce nel proprio pantheon. Quattro lauree honoris causa, a corollario.
Il centenario si celebra a Torino dall’11 al 13 settembre, in cornice d’eccezione: la Corte d’Onore di Palazzo Reale ospita “Le Ferrari di Sergio Pininfarina” e la mostra fotografica “Sergio Pininfarina. Oltre il Tempo”. L’attuale CEO Paolo Dellachà ha tenuto a precisare che non si tratta di nostalgia: è la riaffermazione di un metodo.


