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Maserati protagonista a TUTTO BENE Hillclimb: la GT2 Stradale rende omaggio alla leggendaria Eldorado

Maserati celebra a TUTTO BENE Hillclimb i 100 anni del Tridente e un secolo di corse con nuove livree ispirate alla Eldorado del 1958. La GT2 Stradale e un esemplare unico della GT2 da competizione riprendono colori, numero e simboli della monoposto guidata da Stirling Moss, pioniera della sponsorizzazione nel motorsport.

Maserati GT2 Eldorado

Maserati sceglie TUTTO BENE Hillclimb, sul Lago Maggiore, per celebrare uno dei capitoli più particolari della propria storia sportiva. Alla terza edizione dell’evento il marchio del Tridente presenta infatti nuove livree dedicate ai 100 anni del suo simbolo e ispirate alla Maserati Eldorado del 1958. Una macchina che ancora oggi si ricorda non soltanto per le corse, ma anche perché fu tra le prime in Europa a rompere con la tradizione dei colori nazionali per vestire quelli di uno sponsor.

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Maserati riporta la Eldorado su GT2 e GT2 Stradale

Le nuove livree nascono attraverso Maserati Fuoriserie e arrivano su due vetture: un esemplare unico della GT2 da competizione e una serie limitata della GT2 Stradale. L’idea è abbastanza chiara. Maserati vuole mettere accanto ciò che corre in pista e ciò che può circolare su strada, recuperando allo stesso tempo un pezzo della propria storia. Un legame che il marchio riassume con l’espressione “from track to road”.

A TUTTO BENE Hillclimb la GT2 Stradale dedicata alla Eldorado si riconosce subito. Il colore è quello bianco panna della monoposto del 1958, mentre sulle fiancate torna il numero 10 usato da Stirling Moss. Ci sono anche le scritte Eldorado e la celebre faccina del cowboy, uno dei dettagli che rendevano quella vettura così particolare già alla fine degli anni Cinquanta. Dal cofano parte inoltre il tricolore, proprio come sulla macchina originale.

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Maserati Eldorado GT2 Stradale

Maserati ha poi aggiunto alcuni elementi più vicini alla GT2 Stradale di oggi. Il cofano è nero, compare il badge originale della Tipo 26, mentre fibra di carbonio e cerchi neri monodado completano l’allestimento. Non è quindi una replica della vettura del 1958, ma una reinterpretazione che cerca di mantenere ben riconoscibile il legame con l’originale.

E l’originale, tra l’altro, è presente davvero. Accanto alla GT2 Stradale viene esposta la Maserati Eldorado del 1958 appartenente alla Collezione Maserati Umberto Panini di Modena, riportata nella sua livrea bianca dell’epoca. Le due auto una accanto all’altra mostrano bene quanto siano cambiate le vetture da corsa in quasi settant’anni e, allo stesso tempo, quanto certi dettagli riescano ancora a raccontare immediatamente da dove arriva l’ispirazione.

A completare la presenza Maserati c’è anche una MC20 Cielo, che affronta i nove chilometri della strada privata Borromea verso il Mottarone. TUTTO BENE Hillclimb, però, non è una gara vera e propria. Non ci sono tempi da battere né classifiche da consultare alla fine della giornata. Il motto “slow down to go fast” racconta bene lo spirito dell’evento: auto importanti, una bella strada e il piacere di guidare senza pensare al cronometro.

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Maserati Eldorado GT2 Stradale

La MC20 Cielo, con il suo V6 Nettuno e la possibilità di viaggiare a cielo aperto, si presta bene a questo tipo di appuntamento. Qui conta più sentire il motore, affrontare le curve e godersi il panorama che cercare qualche decimo in meno. Un modo diverso di mettere in mostra il lato sportivo di Maserati, lontano da paddock e competizioni ufficiali.

Le livree Eldorado arrivano in un anno particolare per la casa modenese. Nel 2026 ricorrono infatti i 100 anni del Tridente e anche i 100 anni dalla prima partecipazione di Maserati a una gara. Tutto cominciò nel 1926 con la Tipo 26, la prima vettura a portare sul cofano il simbolo che ancora oggi identifica il marchio.

Maserati Eldorado GT2 Stradale

Alla Targa Florio di quell’anno c’era Alfieri Maserati al volante. La Tipo 26 vinse nella propria classe e quello fu, di fatto, il punto di partenza della storia sportiva del Tridente. Una storia che nei decenni successivi avrebbe portato Maserati sui circuiti più importanti del mondo, fino alla Formula 1 e alle grandi gare per vetture sport.

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Il primo omaggio preparato per questo centenario era arrivato lo scorso maggio a Monza ed era dedicato alla Maserati 250F. Quella monoposto è legata soprattutto a Juan Manuel Fangio, che con Maserati conquistò il titolo mondiale del 1957, mentre la 250F fu protagonista anche nel campionato del 1954. Al volante passarono però molti altri nomi importanti, tra cui Stirling Moss e Maria Teresa de Filippis, prima donna a qualificarsi per un Gran Premio di Formula 1.

Adesso Maserati torna invece al 1958 e alla 420/M/58, che quasi nessuno ricorda con questa sigla. Per tutti è semplicemente la Eldorado. E il motivo è facile da capire guardando una fotografia dell’epoca.

Negli anni Cinquanta le auto da corsa erano ancora legate ai colori delle nazioni. Le italiane correvano in rosso, le britanniche in verde, le francesi in blu. Era una regola non scritta che rendeva immediatamente riconoscibile la provenienza di ogni vettura.

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Poi arrivò Gino Zanetti, proprietario dell’azienda di gelati Eldorado. Voleva far conoscere il proprio marchio fuori dall’Italia e vide nelle corse una vetrina perfetta. Propose quindi a Maserati una sponsorizzazione che, per quei tempi, aveva qualcosa di rivoluzionario.

La monoposto lasciò da parte il rosso e diventò completamente bianco panna. Sulle fiancate comparvero enormi scritte Eldorado, mentre sul musetto e sulla pinna posteriore arrivò il cowboy sorridente del marchio. Quello che oggi sembra normalissimo nel motorsport allora era una novità: la macchina assumeva i colori dello sponsor e diventava, di fatto, una gigantesca pubblicità in movimento.

Maserati affidò la vettura a Stirling Moss. A progettarla fu Giulio Alfieri, che in pochi mesi mise insieme una macchina pensata per le alte velocità. Il motore derivava dal V8 della 450S, aveva 4.190 cc e sviluppava 410 CV a 8.000 giri. Il telaio tubolare aveva molto in comune con quello della 250F, mentre Fantuzzi realizzò a mano la carrozzeria in alluminio. Alla fine la Eldorado pesava appena 758 kg.

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Il debutto arrivò a Monza il 29 giugno 1958. La gara si disputava su tre manche e Moss partì bene: quarto nella prima, quinto nella seconda. Nella terza, però, qualcosa andò storto. Si ruppe il comando dello sterzo e la Maserati finì contro il guard-rail. Moss uscì dall’auto senza conseguenze serie e anche la vettura resistette piuttosto bene all’impatto. Sommando i risultati delle tre prove, venne classificato settimo.

La storia della Eldorado non finì lì. Nel 1959 Maserati modificò la macchina per provare a portarla alla 500 Miglia di Indianapolis. Questa volta la carrozzeria tornò rossa, ma le scritte dello sponsor rimasero ben visibili. Al volante venne chiamato Ralph Liguori, che però non riuscì a qualificarsi per la gara.

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