Quando oggi si parla di Opel elettrica il pensiero va subito ai modelli che vediamo nelle concessionarie: Corsa, Mokka, Astra e Grandland. Eppure la casa tedesca aveva iniziato a fare esperimenti con questa tecnologia quando l’auto a batteria era ancora qualcosa di lontanissimo dalla vita di tutti i giorni. Bisogna tornare alla fine degli anni Sessanta, quando autonomie ridotte e batterie pesantissime rendevano tutto molto più complicato. Da allora Opel ha provato parecchie strade, alcune rimaste semplici esperimenti, altre finite invece su modelli venduti davvero al pubblico.
Opel sperimentava l’elettrico già nel 1968, oggi arriva fino a 325 CV
Uno dei primi esempi è la Kadett Stir-Lec I del 1968. Più che un’auto elettrica come la intendiamo oggi, era un vero laboratorio su ruote. A bordo c’erano 14 batterie al piombo, mentre nella parte posteriore trovava posto un motore Stirling che serviva a produrre l’elettricità necessaria per tenerle cariche. Una soluzione che oggi sembra complicata, ma che nasceva da un problema molto semplice: riuscire a percorrere più strada possibile senza restare rapidamente senza energia.
Nel 1971 Opel alzò ulteriormente l’asticella con la Elektro GT. A guidarla fu Georg von Opel, nipote del fondatore Adam Opel, che riuscì a conquistare sei record mondiali dedicati ai veicoli elettrici. La vettura aveva due motori per una potenza complessiva di 120 CV, un valore notevole per l’epoca. Il rovescio della medaglia erano le batterie al nichel-cadmio, che pesavano da sole 590 kg. Praticamente un’auto dentro l’auto, almeno guardando la questione dal punto di vista del peso.
Negli anni Novanta il marchio tornò a lavorare sull’elettrico con maggiore continuità attraverso il programma Impuls. La prima Impuls nasceva dalla Kadett E e utilizzava un motore da 16 kW. Poteva percorrere circa 80 km e raggiungeva i 100 km/h. Numeri che oggi fanno poca impressione, ma che all’epoca erano già interessanti. Poco dopo arrivò la Impuls II, sviluppata sulla base della Astra station wagon, mentre con la Impuls III Opel iniziò a fare test più concreti.
Tra il 1993 e il 1999 vennero infatti utilizzati 20 esemplari in condizioni reali. Opel provò anche tipi di batterie differenti: alcune vetture utilizzavano accumulatori al nichel-cadmio, altre batterie al sodio e cloruro di nichel. L’obiettivo era capire quale tecnologia potesse funzionare meglio fuori dal laboratorio, nell’uso di tutti i giorni. Nel 1995 arrivò anche il Combo Plus, con il quale l’elettrico venne sperimentato su un veicolo commerciale.
La storia cambia decisamente nel 2011 con la Opel Ampera. A quel punto non si parlava più soltanto di prototipi. La berlina aveva una batteria da 16 kWh e un motore elettrico da 150 CV. Con la sola batteria riusciva a percorrere tra 40 e 80 km. Se l’energia scendeva troppo, entrava in funzione un motore a benzina da 86 CV che lavorava come generatore. In questo modo si potevano fare gli spostamenti quotidiani in elettrico, ma senza l’ansia di dover trovare per forza una colonnina durante un viaggio più lungo.
Nel 2017 arrivò poi la Ampera-e e questa volta il motore a benzina sparì del tutto. Era un’elettrica vera e propria, con 204 CV, 360 Nm e 423 km di autonomia WLTP. Per quel periodo erano numeri tutt’altro che banali. Due anni dopo toccò invece alla Corsa-e, che probabilmente segnò un passaggio ancora più importante: l’elettrico arrivava finalmente su uno dei modelli più conosciuti di Opel, non su un’auto particolare costruita appositamente attorno a questa tecnologia.
La Corsa-e offriva 136 CV, 260 Nm di coppia e fino a 337 km di autonomia. Da quel momento le versioni elettriche iniziarono a entrare con sempre maggiore naturalezza nella gamma. Sono così arrivate Astra Electric, Astra Sports Tourer Electric, Frontera Electric e Grandland Electric.
Nel 2024 Opel è arrivata ad avere almeno una versione completamente elettrica per ogni modello della propria gamma. Ma negli ultimi tempi il discorso si è spostato anche sulle prestazioni. Con le nuove GSE l’elettrico non viene più presentato soltanto come una scelta legata a consumi e autonomia.
La Mokka GSE sviluppa infatti 281 CV e 345 Nm, accelera da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi e raggiunge i 200 km/h. La Corsa GSE ha la stessa potenza, ma fa ancora meglio nello scatto, chiudendo lo 0-100 in 5,5 secondi.
Ancora più potente è la Grandland Electric AWD, che arriva a 325 CV ed è anche la prima Opel completamente elettrica con trazione integrale. Se si pensa a quella Kadett del 1968 con 14 batterie al piombo e un motore Stirling sistemato dietro, il confronto è quasi surreale.



