Una Peugeot 205 e il rifiuto per una vacanza a Bali. Qui nasce una lunga avventura in un’utilitaria indimenticabile. Nadia aveva un marito con un biglietto per Bali già in tasca. Lei ha detto no grazie, e al suo posto ha chiesto una 205 per attraversare il Marocco. Più di tremila chilometri, due settimane, un raid che nel 2027 arriverà alla sua ventesima edizione.
Il 205 Trophée, si capisce, non è una gara normale. È una di quelle manifestazioni che mescolano polvere, meccanica vintage e vocazione umanitaria in proporzioni difficili da replicare. Gli equipaggi partono il 2 maggio 2027 e, se tutto va come da programma, tagliano il traguardo il 15. Nel mezzo, il Marocco, le sue strade, le sue piste e tutto quello che la 205, utilitaria concepita per i parcheggi in città, non per il deserto nordafricano, avrà da dire sull’argomento.
Nadia si porta dietro Marie. Le due vivono nella zona di Domaize, Puy-de-Dôme, e per il loro equipaggio hanno scelto un nome che difficilmente sparisce nella lista iscritti: Les Milfs en 205. Non cercano di passare inosservate, ma soprattutto vogliono vincere. Per loro, prima volta in assoluto in un raid di questo tipo, ambizioni al massimo.
L’ispirazione a Nadia era arrivata dal marito, che nel 2019 aveva partecipato al 4L Trophée. Da allora l’idea le era rimasta in testa, e il compleanno è stata l’occasione giusta per tirarla fuori.
Un progetto che però ha bisogno di carburante, nel senso letterale e in quello economico. Le due stanno cercando sponsor: iscrizione, preparazione della vettura, trasferta, due settimane fuori casa. La componente umanitaria è centrale: Marie e Nadia vogliono raccogliere fondi e donazioni per associazioni e famiglie durante il raid, trasformando l’avventura in qualcosa che sopravvive alla classifica finale.
Il 205 Trophée funziona così. Non è solo resistenza meccanica e navigazione, è anche una piattaforma per portare qualcosa indietro dalle migliaia di chilometri percorsi.


