Per Stellantis la questione dei dazi americani rischia di diventare ancora più complicata. Donald Trump ha annunciato che dal 1° gennaio 2027 le tariffe applicate dagli Stati Uniti ad automobili, camion, componenti e acciaio provenienti dal Canada saliranno al 50%. Il messaggio del presidente americano è stato piuttosto chiaro: chi vuole evitare i dazi deve produrre direttamente negli Stati Uniti.
Stellantis: a Windsor vengono prodotte Pacifica, Grand Caravan e Dodge Charger
Il problema è che Stellantis ha ancora una presenza industriale molto importante dall’altra parte del confine. Il cuore delle sue attività canadesi è oggi lo stabilimento di Windsor, in Ontario, che dopo gli investimenti degli ultimi anni è diventato un impianto multienergia e nel 2026 è tornato a lavorare su tre turni.
Da quelle linee escono innanzitutto le monovolume Chrysler. Si tratta della Chrysler Pacifica, della Chrysler Voyager destinata principalmente al mercato statunitense e della Chrysler Grand Caravan, nome utilizzato sul mercato canadese. Windsor continua così una tradizione iniziata oltre quarant’anni fa proprio con i minivan del gruppo.
Ma oggi a Windsor si costruisce anche una delle auto più importanti di Dodge: la nuova Dodge Charger. Lo stabilimento produce sia la Charger Daytona elettrica, sia le nuove versioni a benzina con motore sei cilindri Hurricane, commercializzate con la denominazione SIXPACK. Nel corso del 2026 sono entrate a regime anche le varianti a due e quattro porte.
In pratica, al momento, le auto Stellantis assemblate in Canada sono dunque Chrysler Pacifica, Chrysler Voyager, Chrysler Grand Caravan e Dodge Charger, quest’ultima nelle sue diverse configurazioni elettriche e termiche. Ed è proprio qui che un dazio del 50% potrebbe creare un problema enorme, visto che buona parte della produzione canadese è destinata agli Stati Uniti.
Il quadro è ancora più delicato se si guarda a Brampton. Lo storico stabilimento Stellantis dell’Ontario, dove in passato venivano prodotte Chrysler 300, Dodge Challenger e la precedente Charger, è attualmente fermo. Avrebbe dovuto accogliere la nuova Jeep Compass, ma Stellantis ha successivamente deciso di spostare il progetto a Belvidere, Illinois, dove la produzione è prevista dal 2027.
Una decisione che aveva già fatto discutere molto in Canada e che, alla luce delle nuove minacce tariffarie di Trump, assume oggi un significato ancora maggiore. Per Stellantis, infatti, spostare più produzione negli Stati Uniti può ridurre l’esposizione ai dazi, ma allo stesso tempo rischia di creare nuove tensioni con Ottawa, con i sindacati e con migliaia di lavoratori canadesi.
Windsor rimane quindi il vero punto caldo: Pacifica, Grand Caravan, Voyager e soprattutto Charger rappresentano una parte importante dell’attuale produzione nordamericana del gruppo. Se le tariffe al 50% entreranno realmente in vigore nel 2027, Stellantis dovrà decidere quanto di questa produzione potrà continuare a rimanere in Canada senza perdere competitività sul fondamentale mercato statunitense.


