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Stellantis Cassino, lo stabilimento più avanzato d’Italia produce soprattutto silenzio

Cassino, 32 giorni lavorati in sei mesi: il futuro dello stabilimento si gioca su una finestra temporale sempre più stretta.

Stellantis Cassino

Uno stabilimento moderno, due linee pronte, ordini insufficienti. Piedimonte San Germano è diventata la metafora delle contraddizioni industriali di Stellantis in Italia. La fabbrica di Cassino c’è, la tecnologia c’è, la piattaforma STLA Large è lì ad aspettare, e i modelli che dovrebbero girarci sopra sono ancora programmi su carta.

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Stellantis Cassino

Il quadro produttivo del 2026 a Cassino racconta tutto. Nei primi sei mesi dell’anno lo stabilimento cassinate ha accumulato appena 32 giorni lavorati. I sindacati avevano denunciato dodici giorni nel solo primo trimestre, poi saliti a diciassette a consuntivo, numeri che per un sito di quella dimensione, con circa duemila dipendenti diretti e un indotto che ne dipende in misura rilevante, equivalgono a un’agonia. L’ultimo fermo collettivo, che ha fermato lastratura, verniciatura, montaggio e reparti collegati, è solo l’episodio più recente di una sequenza che si ripete da mesi.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio reggono il sito nella speranza che qualcosa cambi. I due modelli, prolungati fino al 2027, sono maturi e generano ordini insufficienti persino a regime ridotto. Il nuovo Stelvio è stato rinviato, Stellantis ha rivisto la strategia elettrica allargando le opzioni di motorizzazione, e il responsabile europeo Emanuele Cappellano ha già aperto alla possibilità di partnership industriali per i futuri modelli di grande formato. Giulia e Stelvio, cancellate dal piano Filosa dello scorso maggio, sopravvivono nell’attesa di una serie speciale.

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Il vero dossier aperto è Maserati. Sono in corso interlocuzioni con partner esterni, e la nuova strategia è attesa per dicembre, a Modena. L’amministratore delegato Antonio Filosa ha lasciato intendere che eventuali accordi potrebbero ricadere positivamente su Cassino, sito scelto proprio per produrre i modelli premium del Tridente.

L’ipotesi di fondo è quella di una partnership con Stellantis al 51%, formula che consentirebbe di attrarre capitali e volumi senza cedere il controllo. Sara Rinaudo, segretaria generale Fismic, afferma che il rilancio di Maserati deve coincidere con quello di Cassino, e le due linee in allestimento sono il segnale concreto che l’intenzione esiste.

Se i nuovi modelli arrivano nel 2027 o nel 2028, cosa fanno nel frattempo duemila lavoratori diretti a Cassino e un indotto già sfibrato? Il tavolo automotive del Mimit, la Regione Lazio e il Consorzio Industriale del Lazio tengono aperto il dossier sugli ammortizzatori sociali, ma così non si costruiscono automobili.

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