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Stellantis, tra rilancio e incognite: Pomigliano guarda alle nuove elettriche, Pratola Serra resta in attesa

Stellantis potrebbe chiudere il 2026 in Italia con oltre mezzo milione di veicoli prodotti, ma in Campania restano scenari opposti. Pomigliano d’Arco prepara le linee per tre nuove E-Car elettriche, mentre Pratola Serra lavora a pieno ritmo sui motori ma cerca certezze sul futuro, tra il calo del diesel e l’assenza di un piano di riconversione.

Stellantis Pomigliano

L’ultima parte del 2026 potrebbe essere un po’ meno complicata per Stellantis in Italia, almeno guardando ai volumi complessivi. La produzione dovrebbe infatti superare il mezzo milione di unità, un risultato che dopo mesi difficili rappresenterebbe un segnale importante per tutto il comparto. Ma dietro questo dato generale restano situazioni molto diverse tra loro. In Campania, per esempio, Pomigliano d’Arco e Pratola Serra stanno vivendo due momenti quasi opposti: il primo guarda già ai nuovi modelli elettrici, il secondo lavora molto oggi ma continua a chiedersi cosa succederà domani.

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Stellantis, Pomigliano prepara le nuove E-Car mentre Pratola Serra cerca certezze

A Pomigliano d’Arco il presente resta complicato. Il contratto di solidarietà è stato rinnovato per un altro anno, segno che la produzione attuale non è ancora sufficiente per garantire una piena utilizzazione dello stabilimento. Dietro la decisione ci sono la crisi del settore e un mercato automobilistico europeo che continua a muoversi con parecchia incertezza.

Allo stesso tempo, però, proprio Pomigliano è destinato ad avere un ruolo importante nei programmi futuri di Stellantis. Da settembre dovrebbero cominciare i lavori necessari per preparare le linee alla produzione di tre nuovi modelli E-Car compatti.

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stellantis campania

Antonio Filosa ha spiegato che il progetto vuole riportare al centro un tipo di automobile profondamente legato alla storia europea del gruppo: vetture compatte, semplici e accessibili. Il programma dovrebbe entrare pienamente a regime entro il 2028, con l’obiettivo di arrivare anche a un’elettrica dal prezzo di circa 15.000 euro.

Per lo stabilimento Giambattista Vico sarebbe un cambio di passo importante dopo anni segnati da cassa integrazione, contratti di solidarietà ed esodi incentivati. La vera partita, però, si giocherà sui volumi: saranno quelli a dire se Pomigliano potrà davvero tornare a lavorare con maggiore continuità.

A Pratola Serra, invece, il problema è quasi opposto. Oggi lo stabilimento va forte. Nel secondo trimestre sono stati prodotti circa 236.000 motori e il carico di lavoro ha richiesto tre turni, 39 assunzioni temporanee e l’arrivo di oltre 100 trasfertisti.

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Terminata questa fase, però, i contratti non sono stati prorogati e la forza lavoro è tornata ai livelli precedenti all’estate.

Stellantis Pratola Serra

Ed è proprio guardando oltre il breve periodo che tornano i dubbi. I sindacati continuano a chiedere un progetto chiaro per il futuro dello stabilimento, soprattutto pensando al progressivo calo del diesel. Al momento non è stata annunciata una vera riconversione e anche l’ipotesi di portare a Pratola Serra nuovi motori ibridi sembra essersi raffreddata.

La situazione, quindi, ha quasi qualcosa di paradossale: Pomigliano oggi fatica ma sa già in quale direzione dovrà andare; Pratola Serra produce molto, ma ha ancora poche certezze su quello che succederà tra qualche anno.

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