La pausa estiva segnerà uno spartiacque per lo stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco. Al rientro, nel mese di settembre, inizieranno infatti le prime attività preparatorie legate alla futura produzione di vetture elettriche basate sulla piattaforma E-Car. Non si tratta ancora dell’avvio delle nuove linee, ma del primo intervento concreto previsto dal programma industriale che dovrebbe portare i nuovi modelli in fabbrica nel 2028.
Pomigliano avvia la preparazione per la piattaforma E-Car
La comunicazione è arrivata durante l’incontro dedicato alla proroga dei contratti di solidarietà. Stellantis ha spiegato che le attività di WPI interesseranno inizialmente una parte dello stabilimento e serviranno a predisporre gli spazi per le lavorazioni future. Un passaggio ancora preliminare, ma importante perché trasforma in attività operative gli annunci fatti negli ultimi mesi.
Il calendario resta comunque lungo. Il debutto produttivo dei modelli costruiti sulla nuova architettura è previsto tra circa due anni e, fino ad allora, la fabbrica dovrà attraversare una fase di transizione tutt’altro che semplice. Per questo Fim, Uilm, Fiom, Fismic, Ugl e Aqcf hanno chiesto all’azienda un cronoprogramma preciso, capace di indicare tempi, investimenti e avanzamento delle diverse fasi.
Al centro del confronto c’è soprattutto la situazione dei lavoratori. I sindacati chiedono maggiori garanzie economiche durante il periodo di riduzione dell’attività, a partire dalla maturazione dei ratei mensili. È stata inoltre sollecitata l’anticipazione dell’integrazione salariale alle normali scadenze di pagamento, così da evitare che i dipendenti debbano attendere troppo a lungo le somme previste dagli ammortizzatori sociali.
Un’altra richiesta riguarda l’utilizzo di trasferte, prestiti e distacchi presso altri stabilimenti Stellantis. Questi strumenti potrebbero consentire ai lavoratori maggiormente colpiti dai fermi di recuperare almeno una parte delle giornate perse e limitare l’impatto sulla busta paga.
Stellantis ha confermato la disponibilità a utilizzare queste soluzioni quando sarà possibile. L’azienda si è inoltre impegnata a organizzare un’alternanza più equilibrata tra giornate lavorate e periodi di sospensione, compatibilmente con le necessità produttive.
Per Pomigliano l’avvio dei lavori di settembre rappresenta quindi un primo segnale concreto, anche se non risolve nell’immediato il problema dei volumi. Il vero banco di prova sarà capire con quale ritmo procederanno gli interventi e quanta occupazione riuscirà a garantire la nuova produzione elettrica quando entrerà effettivamente a regime. Ricordiamo che tra le auto che saranno prodotte ci saranno la nuova Citroen 2CV e la futura Fiat Pandina e forse anche una vettura Opel. Si tratterà di vetture economiche che dovrebbero partire da meno di 15 mila euro.


