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Opel si affida alla Cina e Rüsselsheim non è più quella di una volta

Opel taglia 650 ingegneri a Rüsselsheim e stringe un accordo con Leapmotor. La città che fu simbolo dell'auto tedesca si reinventa.

opel Rüsselsheim

Rüsselsheim, un tempo cuore industriale della Germania, conta i suoi lavoratori negli stabilimenti Opel. Erano 42.000 i dipendenti negli anni Settanta, oggi sono 6.800. Sembra che il numero sia destinato a scendere ancora.

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Stellantis ha annunciato ad aprile il taglio di 650 posti nell’ingegneria del centro di sviluppo di Rüsselsheim, su 1.650 totali. La motivazione ufficiale è l’adattamento alla “realtà” della concorrenza globale. Quella non ufficiale la conosce bene Daniel Bremm, rappresentante locale di IG Metall: il rischio è trasformare un centro di eccellenza ingegneristica in un semplice ufficio di adattamento per veicoli progettati altrove. “In Francia e in Italia assumono, mentre in Germania tagliamo”, ha detto senza giri di parole. Anche se, per la verità, in tutti e tre gli scenari nazionali la sofferenza è alta.

opel Rüsselsheim

La partnership con Leapmotor, azienda cinese di Hangzhou, è il simbolo più nitido di questa transizione. Opel si porta in dote il know-how su telaio, sedili, illuminazione, sterzo e sistemi di assistenza alla guida. Leapmotor porta il software e la produzione a basso costo. Un matrimonio di convenienza, con nozze celebrate a Saragozza: è lì, in Spagna, e non a Rüsselsheim, che verrà prodotto il nuovo SUV sviluppato in collaborazione.

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Il CEO Florian Huettl ha citato i dati di mercato per giustificare la svolta. I produttori cinesi hanno conquistato il 9% del mercato UE nei primi cinque mesi del 2026, saliti al 10,5% a giugno. Numeri che crescono trimestre dopo trimestre e che rendono difficile contestare la strategia.

Opel non è più nemmeno il principale datore di lavoro della città. Quel primato appartiene ora all’aeroporto di Francoforte, a pochi chilometri di distanza. Un dettaglio che il sindaco Patrick Burghardt ha citato quasi con rassegnazione, aggiungendo però che i tagli “avranno naturalmente un impatto”.

opel Rüsselsheim

Stellantis ha confermato che le prossime generazioni di Opel Astra e DS N°4 nasceranno proprio a Rüsselsheim, garantendo lavoro all’impianto oltre il 2029. Fa parte di un piano da un miliardo di euro fino al 2030, che include anche la costruzione di un nuovo campus aziendale ribattezzato “grEEn-campus”. Opel ha messo a disposizione 140.000 metri quadrati di terreno industriale che la città punta a convertire in un polo tecnologico dedicato all’idrogeno verde.

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“Abbiamo due cuori che battono nei nostri petti”, ha detto Burghardt. I tagli fanno male, ha ammesso, ma il nuovo progetto è “un’opportunità unica” per riposizionare Rüsselsheim nei decenni a venire.