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Stellantis Mirafiori rallenta ancora: ferie raddoppiate e torna lo spettro della cassa integrazione

A Mirafiori la ripartenza dopo l’estate procede a rilento: le ferie per le carrozzerie sono state allungate fino a quattro settimane e lo stabilimento lavorerà a ritmi contenuti fino al 24 agosto. La produzione della Fiat 500 Hybrid resta sotto le attese, alimentando i timori dei sindacati su nuovi stop, cassa integrazione e futuro dei contratti a termine.

Stellantis Mirafiori

A Mirafiori la ripartenza continua a essere più difficile del previsto. Le due settimane di ferie programmate per gli addetti alle carrozzerie sono diventate quattro e fino al 24 agosto lo stabilimento torinese lavorerà con ritmi molto contenuti. Non è il segnale che i sindacati speravano di vedere dopo gli annunci dello scorso anno, arrivati insieme al debutto della Fiat 500 ibrida e all’ingresso di circa 400 lavoratori con contratto a tempo determinato.

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Stellantis Mirafiori resta sotto i volumi attesi

La produzione della Fiat 500 Hybrid è partita a metà novembre 2025, mentre le prime consegne sono iniziate a gennaio. Nei programmi di Stellantis c’era un obiettivo ambizioso: arrivare a circa 100 mila vetture all’anno sommando versioni ibride ed elettriche. Per sostenere questi numeri, a marzo era stato introdotto anche un secondo turno.

Il passo tenuto finora, però, è stato diverso. Nei primi sei mesi del 2026, secondo i dati diffusi dai sindacati, da Mirafiori sono uscite poco più di 36 mila auto, con una 500 elettrica ogni sei ibride. Un livello produttivo ancora distante da quello necessario per avvicinarsi agli obiettivi fissati inizialmente.

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fiat 500 hybrid

Stellantis ha spiegato che l’allungamento della pausa estiva è legato soprattutto alle difficoltà nel reperire alcuni componenti forniti dall’estero. Il gruppo ha inoltre assicurato che le vetture non assemblate in queste settimane verranno recuperate entro la fine dell’anno.

La lettura dei sindacati è però meno ottimista. La Fiom ritiene che dietro ai rallentamenti ci sia soprattutto una domanda della 500 ibrida più debole del previsto. All’inizio dell’anno si arrivava a circa 240 vetture per turno su due turni; successivamente il ritmo sarebbe sceso a 180. Da giugno sono inoltre diventati frequenti i giorni di fermo, uno o due quasi ogni settimana. Le stime più recenti parlano di circa 4 mila auto prodotte al mese.

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Da qui nasce anche il timore di un possibile ritorno alla cassa integrazione in autunno. Un’incertezza che riguarda da vicino anche i circa 400 lavoratori assunti a tempo determinato, i cui contratti, dopo la proroga arrivata a giugno, scadranno il 31 dicembre.

I sindacati continuano quindi a chiedere che a Mirafiori venga assegnato un secondo modello, ritenuto indispensabile per garantire volumi più stabili e maggiore continuità produttiva. Resta sullo sfondo anche l’ipotesi, discussa da tempo, di aprire l’area torinese agli investimenti di un altro costruttore.

Stellantis Mirafiori

Per Mirafiori, insomma, l’autunno sarà un passaggio importante. Molto dipenderà dall’andamento degli ordini della 500 ibrida e dalla capacità di Stellantis di riportare la produzione su livelli più vicini a quelli annunciati. In caso contrario, per lo storico stabilimento torinese potrebbero tornare mesi segnati da nuovi stop e ammortizzatori sociali.

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