in

Ferrari Luce venduta all’asta benefica a 40 milioni di dollari

La Ferrari Luce “Tailor Made” 2026 è stata battuta all’asta di Monterey per 40 milioni di dollari, ben oltre le stime, con il ricavato destinato a iniziative educative. L’esemplare, telaio numero 0 della prima Ferrari elettrica, ha attirato collezionisti e benefattori, mentre il design divide gli appassionati nonostante la tecnologia d’avanguardia.

Ferrari Luce

La Ferrari Luce ‘Tailor Made’ 2026 è stata venduta all’asta di Monterey alla stratosferica cifra di 40 milioni di dollari. La casa di Maranello donerà tutti i proventi di questa vendita benefica a favore di iniziative educative. Le stime della vigilia ipotizzavano un prezzo di aggiudicazione nell’ordine di 1,1 milioni di dollari. Come potete vedere, ci si è spinti molto oltre.

Advertisement

Non penso abbiano prevalso gli aspetti passionali nella propensione all’acquisto del mezzo. Qui, a mio avviso, più che il coinvolgimento emotivo trasmesso dal modello, sono stati altri elementi ad incidere sui rilanci.

In primis il fatto che quello passato sotto il martello del banditore sia l’esemplare con telaio numero 0, ossia il primo ad essere stato costruito della Ferrari Luce, prima auto elettrica del “cavallino rampante“. Un elemento storico importante nelle dinamiche di scelta in chiave strettamente collezionistica.

Advertisement

Questo, a mio avviso, ha fatto la differenza non certo il trattamento di personalizzazione Tailor Made cui l’auto passata di mano è stata sottoposta, con interventi su colori, materiali e finiture.

Sul prezzo di aggiudicazione di questa Ferrari Luce ha inciso in modo prioritario anche lo sfondo benefico dell’asta. Non è la prima volta che accade ed è un fatto piacevole, che fa bene allo spirito, perché mostra come gli slanci di altruismo continuino a perpetrarsi, anche se avvolti in una società sempre più orientata verso forme acute di egoismo.

Ferrari Luce

In passato altre “rosse” erano state messe all’asta con fini nobili, ottenendo un valore nettamente superiore a quello di vendita. Del resto, è un fatto risaputo che il cuore di molti clienti del “cavallino rampante” sia generoso. La Ferrari Luce passata nelle scorse ore sotto il martello del banditore ha confermato la cosa.

Advertisement

Questa è la prima auto elettrica della casa di Maranello. Il suo look e la sua essenza fanno molto discutere gli appassionati. Leggendo i commenti sui social, sembra che non piaccia quasi a nessuno di loro. Le sue forme non trasmettono alcuna emozione positiva.

Sembra un’auto scialba sul piano estetico, una sorta di device a quattro ruote. Del resto, è stata progettata da persone legate al mondo dei dispositivi elettronici. Stiamo parlando del collettivo di design LoveFrom, diretto da Jony Ive e Marc Newson: due firme legate agli smartphone, ai tablet e agli oggetti per la casa. A loro si deve anche lo stile interno della Ferrari Luce, freddo e di matrice nerd come il resto degli elementi visibili.

Advertisement

Sul piano ingegneristico, invece, la Ferrari Luce è una perla fra le auto elettriche, genere che mal si coniuga con la storia e i valori culturali ed emotivi del marchio. Purtroppo, le norme europee e alcuni fatti geopolitici internazionali, più che le vere ragioni green, hanno quasi imposto al settore automotive questa ricetta, avulsa dai desideri della gente.

I mercati finanziari hanno fatto il resto, spingendo il trend, per esigenze di altro tipo, sconnesse da fattori quali passione e rispetto dell’ambiente. In questo scenario è nata la Ferrari Luce, forse non del tutto frutto della libera scelta. Molto raffinata la sua tecnologia, che è di frontiera: possiamo ritenerla lo stato dell’arte nel suo ambito.

Advertisement

Gli oltre 60 brevetti che la accompagnano sono una testimonianza della cura maniacale del prodotto, per il quale i tecnici hanno cercato una forte specificità. Questa vettura elettrica promette anche emozioni di guida speciali. Sicuramente sarà così, ma l’assenza di un motore termico priverà l’esperienza di componenti essenziali come la progressione verso le alte fere del contagiri e la magia sonora regalata dalle danze di pistoni e cilindri. Carenze che rendono meno vibrante l’azione.

Non sono i soli limiti, per chi, come me, vive l’auto con romanticismo, che non è certo barriera contro l’innovazione, ma tutela di certi valori irrinunciabili. Qui manca il carisma; mancano pure le note del trasporto emotivo e del romanticismo, già a partire dalle linee della carrozzeria e degli interni che, spacciate per visionarie, non hanno mordente, almeno per me.

Advertisement

Credo che nessuno metterà in camera un poster della Ferrari Luce. I miti universali nascono dall’amore della gente, che la Luce non riesce a scatenare, nonostante la sua straordinaria eccellenza ingegneristica, dinamica e prestazionale. Sul mercato sembra che questa vettura del “cavallino rampante” stia avendo un buon successo.

Ferrari Luce

Fonte | RM Sotheby’s