in ,

Lancia Rally 037: omaggio in video a un mito delle corse

La Lancia Rally 037 torna protagonista in un video del Petersen Automotive Museum che ne racconta storia, ingegneria ed eredità. Nata per il Gruppo B e derivata dalla Beta Montecarlo, la berlinetta a trazione posteriore conquistò il Mondiale Rally Costruttori 1983 e fu l’ultima due ruote motrici a vincere il titolo iridato.

Lancia Rally 037
Screen shot da video YouTube Petersen Automotive Museum

La Lancia Rally 037 ha lasciato traccia del suo passaggio nella storia dell’automobilismo. Questa vettura riuscì a far brillare le due ruote motrici in un’epoca in cui la trazione integrale cominciò a dettare il passo nelle prove speciali. I suoi successi hanno quindi un valore speciale, se non altro sul piano storico. A lei è dedicato un video recente del Petersen Automotive Museum, che raccoglie al suo interno molti tesori a quattro ruote.

Advertisement

Nata nell’ambito del Gruppo B, la Lancia Rally 037 è stata fra le creature che hanno dato vigore alla prima parentesi di vita di questa categoria sportiva, il cui regolamento consentiva livelli di innovazione mai visti in precedenza.

I costruttori chiesero ai loro ingegneri di sviluppare tecnologie di frontiera, per dar vita a bolidi da gara esotici e ad altissimo indice prestazionale. Ne derivarono degli autentici mostri, potentissimi e leggerissimi, che aggredivano i campi di battaglia con grinta incredibile.

Advertisement

In questo ambito, Audi decise di orientarsi subito sulle quattro ruote motrici, mentre Lancia diede ancora fiducia alla trazione posteriore, che seppe dire la sua soprattutto fuori dai sentieri sterrati, contro ogni previsione. Nel video del Petersen Automotive Museum, partendo dall’esemplare esposto al suo interno, si esplorano l’ingegneria, la storia e l’eredità della leggendaria Rally 037.

La narrazione spazia dal telaio tubolare leggero al motore sovralimentato da 2 litri, fino all’indimenticabile vittoria del modello nel Campionato del Mondo Rally del 1983. Questa Lancia fu l’ultima auto a due ruote motrici ad aggiudicarsi il trofeo iridato.

Quanto basta per farne un riferimento culturale ed emotivo imprescindibile per gli appassionati che, ancora oggi, la abbracciano con entusiasmo, nelle varie occasioni in cui torna in azione o, più semplicemente, si mostra in forma statica. Ad oltre 44 anni dalla sua nascita, la berlinetta da gara torinese resta una delle auto da rally più celebrate di sempre.

Advertisement

L’esemplare protagonista delle riprese è attualmente in mostra nella Legends of the Dirt Gallery, presso la struttura espositiva del Petersen Automotive Museum. Ricordiamo che la Lancia Rally 037 fu svelata al pubblico nel 1982, al Salone dell’Auto di Torino. Questa vettura nacque per partecipare al Campionato del Mondo Rally.

Base di lavoro fu la Beta Montecarlo. L’obiettivo dei tecnici era quello di mettere in riga le concorrenti a trazione integrale, con un bolide la cui energia si scaricava sulle sole ruote posteriori. Nel 1983 l’impresa fu messa a segno, contro ogni pronostico.

In linea con le disposizioni regolamentari del Gruppo B, che imponevano un quantitativo minimo di 200 esemplari stradali per l’omologazione della versione da gara, la vettura in esame fu prodotta nel numero richiesto.

Advertisement

A fare da struttura portante ci pensa un telaio a struttura mista: monoscocca e tubolare, che fa da supporto alla carrozzeria in poliestere, con rinforzi in vetroresina. Notevole la robustezza strutturale, che asseconda al meglio le sue dinamiche.

A dominare la scena estetica ci pensano le proporzioni snelle e sportive, rese particolari dal vistoso spoiler posteriore, ampiamente dimensionato. Questo, insieme all’ampio lunotto e alle luci circolari, è uno degli elementi caratteristici del cofano motore, che accoglie al suo interno un vulcano di energia.

Stiamo parlando di un quattro cilindri in linea con 16 valvole, da 2 litri di cilindrata, rinvigorito da un compressore a lobi denominato “Volumex“. Una soluzione scelta dall’ingegnere Lampredi per la sua grande prontezza ai bassi regimi.

Advertisement

Nell’allestimento stradale la potenza massima si “fermava” a 205 cavalli mentre in quella da gara i numeri lievitavano, spingendosi fino a 260 cavalli, su 960 chilogrammi di peso. Gli step successivi fecero fare un ulteriore salto di qualità alla Lancia Rally 037, consentendo all’auto di raggiungere, a fine parentesi agonistica, nel 1985, la bellezza di 350 cavalli.

Diversi gli affinamenti in chiave racing, per ottenere le migliori performance sui campi di gara. Il ruolino di marcia fu felice, contro ogni previsione. Addirittura, con quest’auto, la casa torinese riuscì, grazie anche a diversi successi, ad assicurarsi il titolo mondiale costruttori, nell’ormai lontano 1983.

Pur se meno coinvolgente della Stratos, sia sul piano estetico che su quello sonoro, questa creatura aveva comunque carisma da vendere. Nella sigla del modello era portato il codice numerico del progetto, basato sulla cellula centrale della Beta Montecarlo.

Advertisement

Fra i successi più brillanti di questa “belva” da gara va segnalato quello messo a segno da Walter Röhrl al Rally di Monte Carlo del 1983, nonostante l’agguerrita concorrenza delle nuove Audi Quattro a trazione integrale.

Poi la casa torinese fu costretta a seguire altre strade, perché le vetture a 2 ruote motrici cominciarono ad arrancare rispetto a quelle a 4 ruote motrici, più efficaci nella maggior parte dei contesti agonistici. A voi il video della Lancia Rally 037. Buona visione!