La Charger Super Bee 2027 è già qui e Matt McAlear, CEO di Dodge, si affretta a precisare che non si tratta di un punto di arrivo. È un biglietto da visita pesante, potente, e con molto altro in arrivo.
Il motore della più potente di sempre è un sei cilindri in linea biturbo da tre litri che spinge 600 cavalli, cinquanta in più rispetto alla versione Sixpack di serie. Trazione integrale di default, trazione posteriore a richiesta. Il salto non è solo sotto il cofano: Dodge ha rivisto il sistema di raffreddamento giro dopo giro, aggiunto radiatori ausiliari, ottimizzato scambiatori di calore, intercooler e ventole fino a raggiungere le prestazioni termiche da pista della SRT.
Per ora la Super Bee resta un’esclusiva Launch Edition per il 2027, dal 2028 arriverà al grande pubblico. Nel frattempo, Dodge sta già producendo le Charger per l’anno, e l’auto è attesa entro fine anno.
Il prezzo d’ingresso non è per tutti. La Charger R/T coupé parte da 51.990 dollari, trasporto incluso. Cifra che giustifica, secondo McAlear, un livello di prestazioni che non ammette compromessi. La notizia succulenta, però, non è la Super Bee, bensì quello che viene dopo.
Dodge sta lavorando alla GLH, un modello di medie dimensioni che punta dritto al mercato delle berline performanti e delle hot-hatch. Prezzo di partenza inferiore alla Charger, variante SRT confermata, e zero intenzione di portare un prodotto mediocre in un segmento nuovo. McAlear è stato esplicito: quando Dodge entra in un mercato, lo fa con la piena consapevolezza di dover dominare.
E poi c’è il non detto. La roadmap FaSTLAne 2030 di Stellantis indica una Charger SRT in sviluppo. McAlear non ha fornito date né specifiche, ma ha lasciato cadere una frase: “Non abbiamo ancora nemmeno iniziato a parlare di cosa sta facendo SRT”.
Un V8 Hemi elettrificato? Qualcosa di completamente diverso? Il CEO di Dodge non chiude nessuna porta. “Andremo più veloci. Andremo più rapidi. Andremo più in alto”. Retorica americana al massimo volume.


