Il Twin, da anni, è il camper che chiunque cerchi qualcosa di Adria trova inevitabilmente davanti a sé. Il marchio sloveno, questa volta, ha deciso di non accontentarsi di un restyling cosmético: il nuovo Twin è stato rivisto dall’interno, nelle planimetrie, negli equipaggiamenti, e soprattutto nella logica commerciale.
La mossa più significativa è strategica. Adria ha tagliato netto, Twin Select per chi entra nel segmento, Twin Supreme per chi vuole restare. Una chiarezza che i competitor con lo stesso posizionamento qualità-prezzo non si sono ancora permessi di adottare con altrettanta decisione.
La Select arriva su base Fiat Ducato o Citroën Jumper, con un frontale ridisegnato che abbandona le geometrie del passato per qualcosa di più contemporaneo. All’interno, il concetto “Cabin Loft” rilegge la transizione tra cabina e zona giorno: pensili in EPP leggero, cucina con cassetti ammortizzati e piano estraibile, batteria al litio di serie.
Il riscaldamento cambia a seconda dell’allestimento: Truma Combi 4 a gas sui modelli 540 e 600 SPB, Webasto AirTop diesel sul 600 SPB Family e sul 640 SGX. Le lunghezze vanno dai 5,48 metri del 540 SPB fino al 640 SGX, con letto ad abbassamento elettrico e vano di carico posteriore regolabile.
La Supreme è riservata al Ducato, per coloro che non vogliono compromessi. Finestra panoramica apribile di serie tra cabina e zona giorno, riscaldamento diesel su tutta la gamma, e una palette colori che include Grigio Expedition e Grigio Artense. Il tetto a soffietto resta optional, ma sulle versioni 640 Adria usa il più esclusivo sistema a perno con braccio laterale esteso. I motori vanno dal 2.2 diesel da 140 CV con manuale a sei marce fino al 180 CV con automatico a nove rapporti.
A chiudere il cerchio, la White Edition 2. Basata sul 640 SGX, motore da 180 CV, pacchetto Deluxe incluso, prezzo attorno agli 78.000 euro.
Il Twin Select parte da 56.990 euro, la Supreme da 63.290. Chi vuole vederlo dal vivo ha un appuntamento al Caravan Salon di Düsseldorf. Gli altri aspetteranno le prime consegne chiedendosi se l’automatico a otto rapporti valga davvero il salto di versione.



