Il serpente non è ancora morto. Dodge sta lavorando a una nuova supercar americana, si chiama Copperhead e il nome non è scelto a caso. L’idea risale alla fine degli anni Novanta, quando SRT aveva immaginato una Viper più accessibile e compatta. Il progetto era rimasto nel cassetto per decenni. Ora il management ha detto sì, e il cassetto è aperto.

La Copperhead non è una sostituta della Viper nel senso classico. È qualcosa di più ibrido e più ambizioso. SRT vuole fondere l’anima bruciante delle muscle car con le prestazioni di una supercar, senza scimmiottare né la Corvette né le europee. Una categoria tutta sua.
Sotto al cofano andrà quasi certamente un motore V8 della famiglia HEMI, con ogni probabilità nella variante Hellcat da 6,2 litri, oltre 700 CV, quindi. In un’epoca in cui tutti parlano di elettrico, Dodge ci infila un compressore volumetrico e tira dritto.
Il design è stato già mostrato in anteprima a una cerchia ristretta di clienti e giornalisti. Le linee sono aggressive, ma le proporzioni restano fedeli all’estetica muscle, niente citazioni dall’altra parte dell’Atlantico. SRT vuole che la Copperhead si riconosca a colpo d’occhio come americana, punto.

La piattaforma è ancora avvolta nel mistero più assoluto, ed è probabilmente la parte più interessante dell’intera storia. Si era parlato di un’evoluzione della base STLA Large, la stessa della Charger moderna, ma le ultime voci puntano in tutt’altra direzione: il telaio della Maserati GranTurismo, derivato dalla piattaforma Giorgio, quella di Alfa Romeo Giulia. Se fosse confermato, cambierebbe radicalmente il profilo tecnico dell’auto.
Tutto questo si inserisce in una stagione di ripartenza per Stellantis in Nord America. Il V8 HEMI torna su Dodge e RAM, persino sulla Charger, che sulla carta era nata per non averlo mai. La struttura SRT ha evidentemente riacquistato peso nelle decisioni.
La Copperhead non arriverà prima del 2028-2029. Il solo fatto che esista, che abbia un nome e una piattaforma in discussione, dice già qualcosa sul nuovo corso di un marchio che per qualche anno sembrava aver smesso di parlare la sua lingua.
