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Ferrari F80 in una configurazione unica, ma digitale, che la rende molto diversa

Una Ferrari F80 è stata reinterpretata digitalmente da Sharpercolors con una livrea argento metallizzato dai riflessi verdi, dettagli in carbonio argentato e interni in pelle crema. La supercar di Maranello resta invariata nella scheda tecnica: V6 ibrido da 1.200 CV, 0-100 in 2,1 secondi e 350 km/h di punta.

Ferrari F80 by sharpercolors
Screen shot da video Instagram sharpercolors

Una Ferrari F80 è stata sottoposta a un processo di personalizzazione digitale da Sharpercolors che ne cambia la presenza scenica, pur se le modifiche non sono radicali. Possiamo dire che gli interventi hanno un taglio prevalentemente cromatico, ma bastano a conferire all’auto un carattere sostanzialmente diverso.

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Per rifinire la carrozzeria è stata scelta una vernice argento metallizzato chiaro con una sottile sfumatura verde. Il tetto rimane, per fortuna, a contrasto e in tinta nera, colore che invece scompare nella barra tra i fari anteriori, oggetto di ampie discussioni sul web. Le sezioni inferiori in carbonio sono rifinite in argento, per un look più pieno e di ispirazione vintage.

Il tema del carbonio argento torna ad essere presente nell’abitacolo, dove ampie distese di pelle color crema sostituiscono l’Alcantara e fanno il loro ingresso anche sul volante. Sul sedile del conducente spunta un motivo a quadretti marrone, che è forse l’unico elemento leggermente discutibile della composizione, richiamando il gusto tedesco. Pure questo dettaglio, però, non delude.

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Tornando alla carrozzeria della Ferrari F80 in digitale, si notano l’asportazione degli scudetti laterali e un diverso trattamento cromatico del diffusore posteriore. Davvero valide le specifiche dell’esemplare. A voi il giudizio sull’interpretazione, che per quel che mi riguarda è affascinante.

Protagonista del trattamento di personalizzazione on line è stata la supercar di punta del “cavallino rampante”. Se anche dovesse prendere forma nel mondo reale, la sua scheda tecnica rimarrà inalterata: noblesse oblige! La Ferrari F80 è infatti il top in termini di tecnologie e di performance. Con lei gli uomini di Maranello hanno spinto ancora più in alto l’asticella ingegneristica e prestazionale.

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Il salto in avanti, rispetto alle progenitrici, è stato di portata quantica, anche se questo ha avuto un costo: la rinuncia ai motori più frazionati delle GTO, F40, F50, Enzo e LaFerrari, che l’avevano preceduta con lo stesso posizionamento di listino.

Cuore pulsante della “belva” in esame è un powertrain ibrido, che ha per nucleo principale un V6 biturbo e termico da 3.0 litri di cilindrata, in grado da solo di mettere sul piatto 900 cavalli. Altre 300 giungono dalla parte elettrica, per una potenza massima di sistema nell’ordine dei 1.200 cavalli.

Non stupisce che un simile vulcano energetico spinga avanti con forza travolgente. Le metriche stanno a confermarlo: accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.1 secondi, da 0 a 200 km/h in soli 5.75 secondi e velocità massima di 350 km/h.

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Sono dati assolutamente spaziali, ma non quanto il tempo sul giro messo a segno sulla pista di Fiorano: 1’15″30. Per rendere meglio l’idea, diciamo che questo riscontro cronometrico pone la Ferrari F80 tra la FXX e la FXX K, pur facendo uso di coperture stradali. Ogni ulteriore parola sarebbe superflua.

Il merito è dello sfruttamento ottimale delle sinergie col mondo delle corse, che fanno parte del DNA della casa di Maranello. Sul piano ingegneristico spiccano le connessioni con la 499P, Hypercar più volte vincitrice della mitica 24 Ore di Le Mans.

Grazie alle sofisticate soluzioni di cui dispone, la supercar emiliana ha un’efficienza dinamica degna di un bolide da corsa, ma con il vantaggio di una versatilità e persino di un comfort straordinari, che la rendono perfettamente fruibile nella vita quotidiana, anche da chi non è abituato ad indossare tuta e casco.

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Fra i punti di forza della Ferrari F80 va citata la sua eccellenza aerodinamica, testimoniata dalla portata del suo carico deportante, che raggiunge i 1.050 chilogrammi a 250 km/h. Il tutto senza elementi aerodinamici troppo invasivi. La veste stilistica di questa opera d’arte del “cavallino rampante” è infatti molto pulita, nonostante sia favolosamente scenografica.

Fonte | Sharpercolors