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Come si prepara una Ferrari per un Concorso d’Eleganza importante | Video

Un dietro le quinte di Classic Driver mostra come si preparano due Ferrari per il Cavallino Classic Modena 2026: una 250 Europa in configurazione conservata e una 250 GT Pinin Farina restaurata. Il video, con il team Kessel Classic, ripercorre storia, caratteristiche tecniche e allestimento delle due iconiche rosse di Maranello.

Cavallino Classic Modena
Foto Canossa Events

In rete non si contano i video dedicati alle Ferrari. Spesso sono ripetitivi e non aggiungono nulla alla conoscenza degli appassionati (e non solo). Diverso il caso di quello pubblicato da Classic Driver, che mostra un “dietro le quinte” davvero interessante, per chi vuole apprendere qualcosa di nuovo.

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Protagoniste sono due auto della casa di Maranello, trattate con approcci diversi ma con il comune obiettivo di entrare nelle grazie dei giurati di Cavallino Classic Modena 2026, celebre concorso d’eleganza andato in scena qualche mese fa in Emilia Romagna. Nello specifico si tratta di una Ferrari 250 Europa e di una Ferrari 250 Pininfarina Coupé.

I fotogrammi le mostrano in vari momenti del cammino: dalla preparazione in officina all’esposizione sul red carpet dell’evento. La prima della coppia, che è profondamente originale, mira alla categoria “Conservazione”. La seconda, completamente restaurata, ha altre ambizioni e guarda alla categoria “Restoration”.

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A rendere particolarmente interessante il filmato ci pensa la narrazione di alcuni uomini del team Kessel Classic di Lugano, che fanno scoprire degli aspetti legati alla preparazione di un’auto del marchio automobilistico più celebre al mondo, per un appuntamento importante come Cavallino Classic Modena. Facciamo insieme un ripasso dei due modelli.

Ferrari 250 Europa

Questa vettura fece il suo debutto in società sotto i riflettori del Salone di Parigi, nell’ottobre del 1953. La Ferrari 250 Europa si offre alla vista con soluzioni stilistiche ammalianti, che compongono abiti di alta sartoria, modellati dal genio creativo di Giovanni Michelotti e tradotti in materia dalle sapienti maestranze di Vignale.

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Siamo al cospetto di una granturismo pionieristica, cui va il merito di aver inaugurato la gloriosa stirpe delle “250”. È lei la capostipite di una dinastia che domina le pagine più fulgide dell’automobilismo mondiale. Strettamente imparentata con la contemporanea 375 America, con cui condivide la struttura, se ne distingue quasi unicamente per il motore.

Si tratta di un V12 Lampredi da tre litri di cilindrata, che scarica sull’asfalto 220 cavalli di potenza massima a 6300 giri al minuto, su un peso di 1150 chilogrammi, per una punta velocistica nell’ordine dei 218 km/h. L’auto in esame adotta un passo extralungo (2.80 metri), ereditato dalla sorella maggiore, che vi fece ricorso per dare accoglienza al suo generoso propulsore. Questo penalizzando in parte l’agilità della Ferrari 250 Europa, che però è molto stabile nei curvoni veloci.

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La trazione posteriore e il classico cambio manuale, insieme al rombo del cuore rampante, regalano a questa “rossa” ulteriori note di piacere dinamico. Prodotta in appena 22 unità, per la maggior parte interpretate con eleganza da Pininfarina (specie nella raffinata cabriolet svelata a New York nel 1954), la Ferrari 250 Europa aprì la strada alla successiva 250 GT, destinataria anch’essa dello stesso appellativo “continentale”.

Quest’ultima, forte del più compatto e celebre motore Colombo e di un interasse ridotto a 2.,60 metri, segnerà la transizione definitiva verso la produzione in serie della casa di Maranello.

Ferrari 250 GT Pinin Farina

Il 1958 scrive una svolta epocale per la casa di Maranello con il debutto della Ferrari 250 GT Pinin Farina. Questa è la prima “rossa” da grandi numeri commerciali. Per raggiungere il target viene sottoscritto un accordo di collaborazione industriale con il celebre atelier piemontese, che prevede l’utilizzo della catena di montaggio di Grugliasco. La produzione su più larga scala non intacca però il carisma della vettura.

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Il design abbandona le seducenti alchimie sinuose per sposare linee pulite, sobrie e facili da riprodurre in catena. A dominare il frontale ci pensa una generosa griglia cromata, abbracciata dai gruppi ottici circolari. Lievi accenni di pinne dominano la vista posteriore, mentre il profilo mostra ampie superfici vetrate che garantiscono una visibilità eccellente.

Sotto il cofano della Ferrari 250 GT Pinin Farina pulsa l’immortale dodici cilindri a V di tre litri, alimentato da tre carburatori Weber doppio corpo. Tale cuore di alta raffinatezza ingegneristica è in grado di erogare 240 cavalli di potenza massima a 7000 giri al minuto.

Elastico, generoso e incredibilmente affidabile, questo capolavoro meccanico spinge la coupé emiliana fino a 250 km/h di punta velocistica. Alle buone dinamiche concorrono il telaio a traliccio tubolare e, a partire dal 1959, l’impianto frenante a disco che sostituisce i tamburi originari.

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Commercializzata in 350 allestimenti coupé e in circa 40 spider, la Ferrari 250 GT Pinin Farina divenne immediatamente lo status symbol irrinunciabile per capitani d’industria, star di Hollywood e teste coronate. La sua eleganza conquistò il jet-set. Per lei un successo planetario, che Enzo Ferrari alimentava abilmente.

A questo punto, forse, vi starete chiedendo come è andata a finire la partecipazione di queste due “rosse” a Cavallino Classic Modena 2026. Non vi resta che un modo per scoprirlo: guardare il video fino in fondo. Buona visione!