Il mercato automobilistico sta attraversando una fase mai vista prima, segnata da regole più severe, nuove tecnologie e consumatori che non sempre seguono la direzione immaginata dall’industria. A descrivere questo scenario è Emanuele Cappellano, responsabile dell’Europa allargata di Stellantis, intervistato da la Repubblica sul futuro del gruppo e dell’intero settore.
Stellantis punta su alleanze, made in Europe e batterie per affrontare la volatilità del mercato
Secondo il manager, la parola che meglio fotografa il momento è “volatilità”. Costruttori, fornitori, istituzioni e clienti sembrano infatti muoversi a velocità differenti. A complicare il quadro è arrivata la concorrenza di nuovi protagonisti, particolarmente forti nell’elettronica, nel software e nelle batterie. Per Stellantis la risposta non può che essere una maggiore capacità di adattamento.
In questa direzione vanno le alleanze con i costruttori cinesi. Cappellano ha spiegato che l’obiettivo non è limitarsi ad accordi di facciata, ma unire i punti di forza dell’industria europea alle competenze maturate nei nuovi mercati. La partnership con Leapmotor rappresenta il modello più evidente: Stellantis mantiene il 51 per cento della joint venture e conserva così un ruolo decisivo nelle scelte, integrando distribuzione e sinergie industriali.
Il rischio di una dipendenza tecnologica dalla Cina, però, esiste. L’Europa resta in ritardo soprattutto nelle batterie e nei semiconduttori. Recuperare terreno richiederà tempo, perché costruire una filiera industriale completa in pochi anni non è realistico. Per questo Stellantis sostiene il “made in Europe”, insieme a Renault e Volkswagen, chiedendo che produzione, componentistica, distribuzione e competenze siano maggiormente tutelate.
Cappellano ha anche ribadito che la transizione elettrica proseguirà, ma con modalità diverse rispetto a quelle inizialmente previste. Il gruppo chiede obiettivi più flessibili, soprattutto per i veicoli commerciali, dove la quota elettrica reale è ancora molto distante dai livelli richiesti dalle norme europee. Centrale anche il tema delle auto piccole: rispetto al 2019 il mercato ha perso tre milioni di vetture, metà delle quali appartenenti ai segmenti A e B.
Nell’intervista c’è spazio anche per il futuro industriale italiano. L’obiettivo di Stellantis è aumentare l’utilizzo degli impianti europei dal 60 all’80 per cento, ampliando l’offerta. A Cassino si lavora su diversi progetti, comprese le eredi di Maserati Levante e Quattroporte. Una decisione più chiara arriverà entro la fine dell’anno, dopo il confronto con due potenziali partner.

Nel frattempo lo stabilimento continuerà a produrre Maserati Grecale e modelli Alfa Romeo. Per Mirafiori, invece, la priorità rimarrà la Fiat 500, anche se Cappellano ha ricordato che il sito torinese conserva un ruolo fondamentale sul fronte produttivo e ingegneristico: nel 2030 arriverà una nuova generazione della 500 e, secondo il manager, “non mancheranno le novità”.
