Nuovo stop produttivo per Stellantis Cassino, dove l’estate porta con sé altre giornate senza attività e un futuro che continua a preoccupare lavoratori e sindacati. Dal 23 al 31 luglio si fermeranno i reparti di Lastratura e Verniciatura, mentre il Montaggio resterà inattivo dal 27 al 31 luglio. Per le Presse a Caldo scatterà invece il Contratto di Solidarietà dal 27 luglio al 2 agosto. Subito dopo inizieranno le ferie collettive, con il rientro della maggior parte dei dipendenti previsto a settembre.
Stellantis Cassino si ferma di nuovo: nel 2026 ha lavorato solo 45 giorni e prodotto circa 7 mila auto
A descrivere la situazione dello stabilimento di Piedimonte San Germano sono soprattutto i numeri. Dall’inizio del 2026, Cassino avrebbe lavorato appena 45 giorni, producendo complessivamente circa 7 mila vetture. Nel solo primo semestre le giornate effettive di attività sarebbero state 39, con 6.700 automobili uscite dalle linee. Di queste, 4.125 erano Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre le restanti 2.575 erano Maserati Grecale.
Sono volumi lontanissimi da quelli raggiunti in passato da una fabbrica capace di produrre oltre centomila automobili l’anno. Oggi le fermate si susseguono e l’attività procede a singhiozzo, con conseguenze che non riguardano soltanto i dipendenti diretti, ma anche le numerose aziende dell’indotto legate allo stabilimento.

«Ad oggi non abbiamo alcuna certezza sul futuro dello stabilimento. Quello che vediamo sono solo le continue fermate», ha dichiarato Gennaro D’Avino, segretario generale della UILM-UIL di Frosinone. Il sindacato ha preso atto delle rassicurazioni arrivate dall’amministratore delegato Antonio Filosa e dal responsabile europeo Emanuele Cappellano, chiedendo però segnali concreti per i lavoratori.
Le speranze di rilancio di Stellantis Cassino restano legate soprattutto ai prossimi modelli Maserati. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha annunciato che in autunno sarà a Torino per assistere in anteprima alla presentazione delle nuove vetture del Tridente che dovrebbero contribuire al futuro produttivo del sito.
Nel frattempo, Giulia e Stelvio continuano a sostenere una produzione ridotta, mentre l’attesa per nuovi modelli si allunga e ogni ulteriore stop rende più pesante il clima dentro e fuori dai cancelli della fabbrica.
