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Olivier François sorprende tutti: «Abarth ha bisogno dei motori termici»

Abarth potrebbe tornare ai motori a combustione interna. Olivier François, CEO di Fiat e Abarth, conferma che il marchio sta lavorando a nuove versioni termiche, dopo l’addio alle 595 e 695 e la gamma oggi solo elettrica. La nuova 500 resta difficile, ma una futura Abarth 600 benzina appare l’ipotesi più concreta.

Abarth

«Abarth ha bisogno dei motori a combustione interna. Questo è chiaro. Ci stiamo lavorando». Olivier François non ha usato giri di parole e, con una frase piuttosto netta, ha riaperto una porta che molti appassionati dello Scorpione speravano non fosse stata chiusa per sempre.

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Olivier François riapre al motore termico: Abarth valuta nuove versioni benzina, con la 600 come ipotesi più concreta della difficile 500

Da quasi tre anni, infatti, Abarth non propone più una piccola sportiva a benzina. La fine della produzione della precedente Fiat 500, avvenuta nel 2023, ha trascinato con sé anche le 595 e 695, modelli che avevano costruito gran parte dell’immagine recente del marchio. Auto compatte, rumorose, spesso rigide e poco discrete, ma proprio per questo capaci di creare un legame molto forte con chi le guidava.

Al loro posto sono arrivate la Abarth 500e da 155 CV e la 600e da 280 CV. Le prestazioni ci sono, soprattutto nel caso della 600e, ma qualcosa si è inevitabilmente perso per strada. Per molti appassionati, infatti, una Abarth non è fatta soltanto di accelerazione e numeri sulla scheda tecnica.

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C’è il rumore allo scarico, il motore che sale di giri, la possibilità di intervenire sulla meccanica, montare nuovi componenti e personalizzare l’auto fino a renderla quasi unica. È una cultura costruita nel tempo, alimentata da preparatori, raduni e proprietari che vedevano nelle 595 e 695 una base da trasformare secondo i propri gusti.

Le Abarth elettriche hanno provato a conservare parte di quello spirito, ma il loro carattere è inevitabilmente diverso. Anche il peso contribuisce a cambiare la sensazione di guida. La 500e arriva a circa 1.335 chilogrammi, mentre la 600e sfiora 1.700. Numeri molto lontani da quelli delle vecchie versioni termiche, che facevano della leggerezza e dell’agilità una parte importante del proprio fascino.

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Il ritorno alla benzina, però, non si può realizzare semplicemente aprendo il cofano e installando un motore più potente. L’attuale Fiat 500 è nata prima di tutto come auto elettrica. Per ricavarne la nuova versione Hybrid, gli ingegneri hanno già dovuto modificare profondamente la piattaforma e adattarla al piccolo tre cilindri 1.0 aspirato da 65 CV.

Inserire un motore simile al vecchio 1.4 turbo da 180 CV della Abarth 695 sarebbe molto più complicato. Non è soltanto una questione di spazio. Bisognerebbe intervenire sul raffreddamento, sulla trasmissione, sull’assetto, sull’impianto frenante e sull’intera omologazione della vettura. Tutto questo avrebbe costi elevati, difficili da giustificare per un modello destinato a volumi limitati.

«La 500 è difficile», ha ammesso François. Una frase che ridimensiona le possibilità di vedere presto una Abarth termica basata sull’attuale generazione. Il discorso potrebbe cambiare con la prossima Fiat 500, attesa indicativamente nel 2030 e destinata a nascere fin dall’inizio come modello multi-energia.

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Abarth, però, potrebbe trovare un’altra strada prima di allora. François ha spiegato che, oltre alla 500, «ci sono altre possibilità». Il pensiero corre subito alla Fiat 600, costruita su una piattaforma già predisposta per ospitare motori elettrici, ibridi e a benzina.

Una Abarth 600 termica sarebbe quindi molto più semplice da sviluppare. Potrebbe permettere al marchio di riavvicinarsi agli appassionati senza dover attendere la nuova generazione della 500. Per il momento non ci sono conferme, né indicazioni precise sui tempi, ma il segnale arrivato dai vertici è difficile da ignorare: Abarth non vuole rinunciare definitivamente al motore a combustione e sta cercando il modo giusto per far tornare a ruggire lo Scorpione.