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Filosa incontra Lula e rilancia Stellantis in Brasile: 5,2 miliardi di euro e 2.000 nuove assunzioni entro il 2030

Antonio Filosa ha incontrato Lula a Brasilia per rilanciare l’impegno di Stellantis in Brasile con un piano da 30 miliardi di reais, pari a 5,2 miliardi di euro, fino al 2030. Investimenti in nuovi modelli, tecnologie e occupazione porteranno 2.000 assunzioni dirette e circa 20.000 posti nell’indotto.

Filosa e Lula

Il numero uno di Stellantis, l’amministratore delegato Antonio Filosa ha incontrato il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva, il vicepresidente Geraldo Alckmin e diversi ministri per confermare un nuovo piano di investimenti nel paese da 30 miliardi di reais, equivalenti a circa 5,2 miliardi di euro. Le risorse saranno utilizzate entro il 2030 per rinnovare gli stabilimenti, sviluppare nuovi modelli, introdurre tecnologie e creare occupazione.

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Filosa conferma a Lula un piano da 5,2 miliardi per Stellantis in Brasile

Il Brasile, del resto, non è un mercato secondario nei conti di Stellantis. Dopo il Nord America, rappresenta la seconda area più importante al mondo per il gruppo, sia per i volumi sia per la presenza industriale. Nel Paese, quasi un’automobile venduta su quattro appartiene a uno dei marchi Stellantis. Considerando anche l’Argentina, la quota arriva a sfiorare un veicolo su tre.

Sono numeri che raccontano quanto Fiat, Jeep, Ram, Peugeot e Citroën siano entrate nella vita quotidiana degli automobilisti sudamericani. Ma raccontano anche perché il gruppo non abbia alcuna intenzione di ridurre il proprio impegno nella regione.

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«Stiamo iniziando un ciclo di investimenti da 30 miliardi di reais entro il 2030: arriveranno nuovi prodotti, nuove tecnologie e più posti di lavoro», ha dichiarato Filosa.

Il manager ha voluto chiarire soprattutto un aspetto. In Brasile Stellantis non si limita a ricevere automobili smontate dall’estero per poi assemblarle localmente. Dietro ogni veicolo prodotto negli stabilimenti del gruppo c’è una filiera costruita nel tempo, che coinvolge aziende brasiliane, tecnici, ingegneri e migliaia di lavoratori.

Acciaio, plastiche, materiali chimici, motori e trasmissioni vengono realizzati in gran parte direttamente nel Paese. Secondo Filosa, il livello di localizzazione della produzione ha ormai raggiunto il 95 per cento. Una percentuale molto elevata, che rende gli impianti brasiliani meno dipendenti dalle importazioni e permette di lasciare sul territorio una parte consistente del valore generato.

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«Non importiamo e non lavoriamo con kit di montaggio: localizziamo la produzione. Questa è la nostra ricetta», ha sottolineato l’amministratore delegato durante l’incontro con Lula e con i rappresentanti del governo.

Dietro quella frase c’è un sistema industriale enorme. Ogni anno Stellantis acquista componenti da fornitori brasiliani per circa 60 miliardi di reais, oltre 10 miliardi di euro.

Il Brasile, però, non è più soltanto il luogo dove vengono costruite le auto destinate al mercato sudamericano. Negli anni è diventato anche uno dei centri tecnologici più importanti del gruppo. Nel Paese lavorano circa 4.500 ingegneri e sono operativi 40 laboratori di ricerca.

Qui vengono sviluppate soluzioni pensate per le caratteristiche del territorio, per i carburanti disponibili e per le esigenze degli automobilisti locali. Molti dei modelli venduti in America Latina nascono proprio dal lavoro svolto da queste squadre, che conoscono meglio di chiunque altro strade, abitudini e condizioni di utilizzo della regione.

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Il nuovo piano industriale avrà effetti concreti già nel corso del 2026. Stellantis prevede infatti 2.000 nuove assunzioni dirette. La maggior parte riguarderà lo stabilimento di Betim, dove entreranno 1.500 persone. Altri 500 lavoratori saranno destinati a Porto Real, impianto scelto per avviare la produzione della Jeep Avenger.

Betim resta uno dei simboli della presenza Fiat in Brasile. Proprio in occasione del cinquantesimo anniversario dello stabilimento, Filosa ha voluto ribadire quanto il sito continuerà a essere centrale anche nei prossimi anni. Porto Real, invece, si prepara a una nuova fase con l’arrivo dell’Avenger, modello destinato ad ampliare la presenza di Jeep nella regione.

Le ricadute occupazionali non si fermeranno alle assunzioni dirette. Secondo le stime presentate dal gruppo, il nuovo ciclo di investimenti potrebbe generare circa 20.000 posti di lavoro nell’indotto. Una crescita che coinvolgerebbe fornitori, imprese di trasporto, aziende di servizi e tutte quelle attività che ruotano attorno alla produzione automobilistica.

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Lula ha accolto con favore l’annuncio, collegandolo alla ripresa del mercato interno. «Quello che è importante è sapere che quest’anno torneremo a immatricolare tre milioni di veicoli in questo Paese», ha dichiarato il presidente brasiliano, ricordando il minimo di 1,6 milioni raggiunto nel 2023.

Durante il confronto si è parlato anche di esportazioni. Per Lula, gli stabilimenti brasiliani devono diventare ancora di più una base dalla quale raggiungere altri mercati. Il presidente ha invitato Stellantis ad aumentare le spedizioni verso gli altri Paesi dell’America Latina e verso l’Africa, due aree nelle quali i modelli prodotti in Brasile potrebbero trovare nuovi spazi di crescita.

La richiesta del governo è chiara: sfruttare la forza della filiera locale non soltanto per soddisfare la domanda interna, ma anche per trasformare il Brasile in un punto di riferimento produttivo per una regione molto più ampia.

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