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Fiat Betim compie 50 anni: 18 milioni di auto e un futuro sempre più tecnologico

Il polo Stellantis di Betim celebra 50 anni di attività come uno dei cuori dell’auto in Brasile e in Sud America. Nato nel 1976, ha prodotto oltre 18 milioni di veicoli, impiega circa 19.000 persone e ospita ricerca, ingegneria e innovazione, inclusi i primi modelli ibridi sviluppati in Brasile.

Fiat Betim

Cinquant’anni di automobili, motori, lavoro e trasformazioni. Il polo Stellantis di Betim celebra mezzo secolo di attività e continua a essere uno dei simboli più forti dell’industria automobilistica brasiliana. Nato nel 1976 nell’area metropolitana di Belo Horizonte, lo stabilimento ha attraversato generazioni, cambiamenti tecnologici e nuove esigenze di mobilità, fino a diventare uno dei centri produttivi più completi del Sud America.

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Fiat Betim celebra 50 anni con 18 milioni di auto prodotte, nuovi ibridi e un polo Stellantis sempre più digitale, con ricerca e motori in crescita

All’inizio era soprattutto una fabbrica. Oggi Betim è molto di più. Nello stesso complesso convivono linee di produzione, centri di ricerca, laboratori, attività di ingegneria e sviluppo di nuove tecnologie. È qui che prendono forma veicoli pensati per il Brasile e per gli altri mercati dell’America Latina.

La storia di Fiat Betim passa inevitabilmente attraverso i numeri. In cinque decenni sono stati prodotti oltre 18 milioni di veicoli, mentre più di 4 milioni di unità hanno raggiunto circa 40 Paesi. Cifre enormi, che raccontano però solo una parte del significato assunto dallo stabilimento.

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Per molti brasiliani, un’auto costruita a Betim è stata la prima vettura di famiglia. Un mezzo per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, raggiungere luoghi prima difficili da collegare. In questo senso, lo stabilimento ha contribuito in modo concreto alla diffusione della mobilità privata e alla crescita economica del Paese.

Attorno alla fabbrica si è sviluppato nel tempo un intero ecosistema industriale. Oggi il polo dà lavoro direttamente a circa 19.000 persone, più della metà dell’intera forza occupazionale di Stellantis in Sud America. A queste si aggiungono i lavoratori delle oltre 400 aziende fornitrici legate alle attività del complesso.

L’impatto sul territorio è evidente. Betim non è soltanto un luogo in cui si assemblano automobili, ma una realtà che alimenta occupazione, formazione e specializzazione professionale. La recente creazione di oltre 1.200 nuovi posti di lavoro, collegata alla produzione di un nuovo modello Fiat, mostra come lo stabilimento continui ad avere un ruolo centrale anche nelle strategie future del gruppo.

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Uno dei cambiamenti più importanti riguarda l’ingegneria. Nel polo lavorano oltre 3.000 ingegneri, tecnici e progettisti, impegnati nello sviluppo completo dei veicoli. Dalla prima idea ai prototipi, dai test alla validazione finale, tutto può essere gestito localmente.

Lo Stellantis Tech Center riunisce il Centro per la Sicurezza, il Centro di Sviluppo e il Centro Virtuale, oltre a 60 laboratori. A questi si affianca TechMobility, struttura dedicata alle tecnologie elettrificate a bassa, media e alta tensione.

Questa autonomia permette di creare modelli più adatti ai clienti della regione. Le vetture possono essere progettate tenendo conto delle distanze, dei fondi stradali, delle temperature, dei carburanti e delle abitudini di guida tipiche dei mercati sudamericani.

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Nel 2024, il lavoro svolto a Betim ha portato al debutto dei primi modelli ibridi sviluppati in Brasile. Il polo è diventato così la sede del Global Bio-Hybrid Hub di Stellantis, centro chiamato a sviluppare soluzioni capaci di unire elettrificazione e biocarburanti.

Betim ospita inoltre il più grande centro produttivo di motori dell’America Latina. La capacità annuale ha raggiunto 1,1 milioni di unità. Dall’inizio delle attività sono stati realizzati oltre 19 milioni di motori, comprese le famiglie Fire, Firefly e GSE Turbo, insieme a più di 17 milioni di trasmissioni.

Il prossimo capitolo sarà segnato da nuovi modelli, linee più digitalizzate, processi connessi e tecnologie elettrificate. Nei reparti produttivi si continueranno ad assemblare vetture destinate al Brasile e all’estero, mentre nei laboratori tecnici ingegneri e progettisti lavoreranno sulle soluzioni che porteranno il marchio Fiat nella sua prossima fase industriale.

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