Stellantis sta preparando un cambiamento che potrebbe incidere profondamente sul modo in cui nasceranno le sue automobili nei prossimi anni. Il progetto ruota attorno a STLA One, una nuova piattaforma modulare destinata a diventare una delle principali basi tecniche del gruppo, non soltanto in Europa ma anche in America Latina e, più avanti, negli altri grandi mercati mondiali.
STLA One promette meno costi e più rapidità per Stellantis: una base unica per termiche, ibride ed elettriche, in arrivo dal 2027
A spiegare quanto Stellantis punti su questa architettura è stato Antonio Filosa, amministratore delegato globale del gruppo, intervenuto in Brasile durante le celebrazioni per i cinquant’anni di Fiat nel Paese. Il ragionamento del manager parte da un problema ormai evidente: la crescita dei costruttori cinesi, capaci di offrire automobili moderne, ricche di tecnologia e spesso proposte a prezzi difficili da raggiungere per i marchi occidentali.
Secondo Filosa, però, il successo dell’industria cinese non è arrivato improvvisamente. Dietro i risultati di oggi c’è un percorso iniziato circa vent’anni fa, sostenuto da incentivi all’acquisto, grandi investimenti nelle infrastrutture e dallo sviluppo di una rete locale di fornitori sempre più preparata. Un lavoro lungo, portato avanti con continuità, che ha permesso alla Cina di costruire un vero ecosistema attorno all’auto elettrica.

«La Cina rappresenta un eccellente punto di riferimento sotto molti aspetti, ma si è trattato di un processo di supporto ventennale», ha ricordato Filosa. Stellantis vuole rispondere puntando su una maggiore efficienza industriale, riducendo il numero di componenti differenti e accorciando il tempo necessario per sviluppare e mettere in produzione un nuovo modello.
È proprio qui che entra in gioco STLA One. Fiat, Jeep, Peugeot, Citroën e gli altri marchi del gruppo potranno utilizzare la stessa struttura di partenza, condividendo parti meccaniche, elettronica e processi produttivi. Questo non significa necessariamente vedere sulle strade automobili tutte uguali. Ogni casa continuerà a lavorare sul proprio stile, sugli interni, sulla taratura dello sterzo e delle sospensioni, cercando di conservare un carattere riconoscibile.
La grande forza della piattaforma sarà soprattutto la sua capacità di adattarsi a motorizzazioni molto diverse. STLA One potrà infatti ospitare propulsori a combustione interna, sistemi mild hybrid e full hybrid, versioni plug-in e auto completamente elettriche. Una flessibilità fondamentale per Stellantis, presente in Paesi dove la transizione energetica procede con ritmi molto differenti.
In Europa il peso dell’elettrico continuerà a crescere, mentre in Brasile e in molte altre regioni del mondo i motori tradizionali e le soluzioni ibride manterranno ancora un ruolo importante. Avere una sola base capace di accogliere tutte queste tecnologie permetterà al gruppo di adattarsi alla domanda senza dover sviluppare ogni volta un progetto completamente nuovo.

Secondo le stime, la modularità di STLA One potrebbe consentire una riduzione dei costi fino al 20 per cento. Entro il 2030, Stellantis punta inoltre a concentrare metà della produzione mondiale su appena tre piattaforme, condividendo fino al 70 per cento dei componenti tra modelli diversi. Per gli stabilimenti significherebbe meno complessità e una maggiore facilità nel passare da una vettura all’altra.
I primi modelli basati su STLA One dovrebbero arrivare in Europa dal 2027. La piattaforma potrà essere utilizzata per compatte, berline, crossover e SUV. Tra le tecnologie previste figurano lo steer-by-wire, un computer centrale comune e sistemi digitali condivisi, mentre le versioni elettriche dovrebbero adottare batterie LFP integrate nella struttura dell’auto e sistemi di ricarica compatibili con tensioni fino a 800 volt.
