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Stellantis “boicotta” Peugeot e Citroën in Algeria? In Francia cresce il sospetto sulla strategia del gruppo

In Francia cresce il sospetto che Stellantis stia puntando su Fiat e Opel in Algeria lasciando ai margini Peugeot e Citroën per ragioni non solo industriali ma anche politiche. Mentre Fiat produce già a Tafraoui e Opel prepara nuovi investimenti, il gruppo preferirebbe marchi meno legati alla Francia in un mercato segnato da tensioni con Algeri.

Stellantis Algeria

In Francia cominciano a chiederselo apertamente: perché Stellantis, nel rafforzare la propria presenza industriale in Algeria, continua a puntare su Fiat e ora anche su Opel, lasciando ai margini Peugeot e Citroën? Il dubbio alimenta il dibattito sulla stampa transalpina, dove la scelta viene letta non soltanto in chiave industriale, ma anche politica.

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In Francia cresce il sospetto che Stellantis favorisca Fiat e Opel in Algeria, lasciando Peugeot e Citroën ai margini

Il quadro è delicato. I rapporti tra Algeria e Francia restano segnati da tensioni ricorrenti, mentre Roma e Berlino sembrano muoversi con maggiore agilità nei rapporti con Algeri. In questo contesto, Stellantis avrebbe scelto di valorizzare i marchi percepiti come meno direttamente legati alla Francia, evitando di esporre Peugeot e Citroën in un mercato dove il clima politico potrebbe trasformarsi rapidamente in un problema commerciale.

Dopo Fiat, presente nel Paese dalla fine del 2023, sarà infatti Opel a compiere il prossimo passo. L’amministratore delegato del marchio tedesco, Florian Huettl, ha confermato il progetto di produrre veicoli in Algeria e ha firmato una lettera d’intenti per avviare anche la fabbricazione di motori. Una comunicazione costruita attorno all’“esperienza tecnologica tedesca”, senza insistere troppo sul fatto che Opel appartiene a Stellantis e che la tecnologia arriverebbe comunque dal gruppo.

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Fiat, intanto, ha già costruito una presenza concreta a Tafraoui, vicino a Orano. Nello stabilimento vengono assemblati il Doblò, la 500 e, più recentemente, la Grande Panda. Dall’apertura sarebbero usciti oltre 80.000 veicoli, mentre l’obiettivo dichiarato è arrivare a 90.000 unità nel 2026 e superare il 30 per cento di componenti prodotti localmente.

La strada, però, resta complicata. Burocrazia, carenza di personale specializzato e una rete di fornitori ancora debole rallentano la crescita dell’industria automobilistica algerina. Nel 2024 la produzione di Tafraoui si è fermata poco sopra le 18.000 unità, con un livello di integrazione locale ancora ridotto.

Il precedente di Renault pesa parecchio. Il gruppo francese aveva avviato una partnership industriale nel 2014, ma tra nuove regole, blocchi alle importazioni di componenti e tensioni diplomatiche ha progressivamente ridotto l’attività, fino alla chiusura dello stabilimento di Orano nel 2023.

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È anche per questo che in Francia si parla di una strategia prudente, se non di un vero e proprio “sacrificio” di Peugeot e Citroën. Stellantis sembra preferire marchi capaci di dialogare meglio con l’attuale clima politico algerino, mentre le due storiche insegne francesi, un tempo molto diffuse nel Paese, restano sorprendentemente fuori dai principali progetti industriali.