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Urso vede la svolta per Stellantis: “Produzione in crescita, ma a Torino potrebbe servire un terzo modello”

Il ministro Adolfo Urso parla di una possibile svolta per Stellantis dopo un 2025 difficile: nei primi sei mesi del 2026 la produzione sarebbe cresciuta oltre il 15%. Al centro del rilancio c’è la Fiat 500 ibrida a Mirafiori, ma per Torino potrebbe servire anche un terzo modello, mentre avanzano i progetti su riciclo e batterie.

Fiat 500e Mirafiori

Dopo un 2025 molto complicato, Stellantis avrebbe iniziato a mostrare i primi segnali di recupero. A dirlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto alla Camera durante il question time sul futuro del gruppo e degli stabilimenti italiani.

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Urso vede segnali di ripresa per Stellantis: produzione in aumento nel 2026 e possibile terzo modello a Torino per rilanciare Mirafiori

«La nostra casa automobilistica registra finalmente un’inversione di tendenza dopo l’annus horribilis 2025», ha dichiarato il ministro. Secondo i dati richiamati in Aula, nei primi sei mesi del 2026 la produzione sarebbe cresciuta in media di oltre il 15%. Un risultato che il governo considera incoraggiante, anche se la strada per riportare gli impianti su livelli soddisfacenti resta ancora lunga.

Urso ha collegato il cambio di passo alla fine della gestione di Carlos Tavares e alla revisione del piano industriale. «Stellantis si è mossa rimuovendo Tavares, che aveva puntato solo sull’elettrico, e cambiando radicalmente il piano con nuovi modelli più rispondenti alle esigenze del mercato», ha spiegato.

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Ovviamente Urso ha evidenziato i progressi fatti a Mirafiori con l’arrivo della Fiat 500 Hybrid che sicuramente renderà la vettura più attraente ad una fetta importante di consumatori. Il ritorno di una motorizzazione ibrida ha permesso allo stabilimento torinese di allargare l’offerta e di intercettare anche gli automobilisti che non sono ancora pronti a scegliere un’auto esclusivamente a batteria.

Urso, però, non ha nascosto che questo potrebbe non bastare. «Probabilmente sarà necessario un terzo modello a Torino», ha aggiunto. Il tema è da tempo al centro del confronto tra governo, azienda e sindacati, che chiedono maggiori garanzie sul futuro produttivo di Mirafiori e sull’occupazione.

Il ministro ha ricordato anche le altre attività che stanno prendendo forma nel polo torinese. Oltre alla produzione automobilistica, Mirafiori ospita infatti progetti legati al riciclo, all’economia circolare e allo sviluppo delle batterie.

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«Va tenuto in considerazione che si sta sviluppando il polo di riciclo europeo, rafforzando la nostra vocazione per l’economia circolare, e il centro tecnologico per le batterie», ha sottolineato Urso. L’idea è quella di trasformare Torino in un centro industriale più ampio, dove assemblaggio, ricerca e recupero dei materiali possano convivere e sostenersi a vicenda.