Per una Maserati Ghibli che non si avvia, che ha la vernice da rifare e gli interni da restaurare, al momento siamo arrivati a 65.900 dollari nell’asta eBay. Sembra una follia, ma chi ne capisce comprenderà che non lo è affatto.

La Ghibli prodotta tra il 1967 e il 1973 è una di quelle auto che non si vedono: non perché siano sparite, ma perché chi le possiede tende a non lasciarle andare. Questo esemplare del 1969 è invece rimasto fermo, per decenni in un garage, finché Gullwing Motor Cars, a New York, non si è incaricata di trovare un nuovo proprietario online.
Sotto il cofano c’è ancora il motore V8 originale da 4,7 litri abbinato al cambio manuale ZF a cinque marce. Non funziona più. Ma è tutto lì, intatto, come quando Maserati lo montò in fabbrica. Per un restauratore serio, l’originalità vale quasi quanto la meccanica funzionante.

Il 1969 fu un anno importante per la Ghibli. Debuttò la SS, con un motore portato a 4,9 litri e 335 cavalli contro i 310 della versione base, e la velocità massima salì da 250 a 280 km/h. Arrivarono anche le versioni Spyder e SS Spyder. Una gamma che oggi rappresenta il vertice del collezionismo Maserati, in un’epoca in cui il nome significava motori italiani, linee Giugiaro e nessun compromesso.
Questo esemplare è descritto come originale e mai restaurato. La vernice nera ha bisogno di ritocchi, la pelle color cuoio mostra il tempo passato, ma la struttura regge. È uno di quei casi in cui l’assenza di interventi precedenti è un valore, non un difetto. Le auto italiane importate negli Stati Uniti raramente finiscono smontate per pezzi e questo ha preservato una generazione di vetture europee in condizioni che altrove non si troverebbero.

Il venditore ha attivato anche l’opzione “Fai un’offerta”, il che suggerisce una certa flessibilità sul prezzo. Ma prima di qualsiasi cifra, chiunque stia seriamente valutando l’acquisto dovrebbe vederla di persona. Non per diffidenza, ma perché il periodo di inattività cambia tutto: la portata del restauro, i costi, le aspettative.
