Quarant’anni fa, Citroën costruì un’automobile per festeggiare una vittoria che, però, non arrivò mai. Ecco come nacque uno dei modelli più rari e ricercati dell’intera storia della 2CV.
La Cocorico nacque nel 1986, in piena febbre da Mondiali di Messico. Serge Gevin ne curò il progetto con un’idea semplice: cavalcare l’entusiasmo nazionale in vista di una nazionale francese che, in quella generazione guidata da Platini, campione d’Europa nel 1984, sembrava finalmente matura per alzare la Coppa.

La Francia disputò un torneo spettacolare, eliminando l’Italia campione in carica e il Brasile di Zico e Sócrates. Si fermò in semifinale contro la Germania Ovest (e proprio ieri, la Francia è stata eliminata in semifinale dalla Spagna ai Mondiali di Stati Uniti-Canada-Messico). La vittoria non arrivò, il prototipo, invece, diventò comunque un’auto di serie.
A ottobre del 1986 Citroën mise in produzione mille esemplari, tutti destinati al mercato francese. Una scelta che cambiò il posizionamento del progetto: da vettura legata al calcio a simbolo patriottico. Gli elementi troppo esplicitamente calcistici sparirono. Rimase il tricolore, declinato in un degradé blu, bianco e rosso che scorreva lungo le fiancate su una carrozzeria Blanc Meije, con i parafanghi posteriori in Rosso Vallelunga e le alette in Azzurro Cocorico. I cerchi abbinati, i copricerchi in acciaio inox del Dyane 6, i sedili in finta pelle blu sodality.
Sotto al cofano, nessuna sorpresa. La base tecnica era quella della 2CV 6 Spécial, con il motore bicilindrico da 602 cc e 29 CV DIN, peso inferiore ai 600 kg, sospensioni capaci di far sembrare confortevole qualunque strada.

Commercializzata fino al marzo 1987, la Cocorico non esplose subito. La mancata vittoria aveva smorzato l’entusiasmo. La rarità, però, fa il suo lavoro, sempre: mille esemplari prodotti significano oggi un oggetto da collezione con quotazioni che riflettono il rimpianto di chi non la comprò allora.
Citroën ha celebrato il quarantesimo anniversario il 14 luglio, festa nazionale francese, mentre sullo sfondo si avvicina il debutto della nuova 2CV al Salone di Parigi, ancora in versione prototipo. La Francia non ha vinto (ancora una volta) i Mondiali, per questo non ci sarà da sforzarsi troppo per inventarsi una nuova livrea celebrativa.
