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Maserati, l’Emilia-Romagna non arretra: “Il Tridente resti europeo”

L’Emilia-Romagna accoglie con prudenza i segnali di ripresa di Stellantis, ma chiede certezze sul futuro di Maserati e dello stabilimento di Modena. Dopo il tavolo nazionale sull’automotive, la Regione pretende un piano industriale credibile, investimenti stabili, garanzie occupazionali e una possibile partnership con soggetti italiani o europei che tuteli il marchio del Tridente.

Maserati

L’Emilia-Romagna guarda con prudenza ai primi segnali di ripresa di Stellantis, ma sul futuro di Maserati non vuole accontentarsi di promesse. La richiesta è chiara: servono un piano industriale credibile, investimenti stabili e garanzie precise per lo stabilimento di Modena.

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Emilia-Romagna chiede un piano industriale credibile per Maserati, con investimenti e garanzie per Modena, e difende il marchio in Europa

Il messaggio è arrivato al termine del tavolo nazionale sull’automotive convocato a Roma dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. All’incontro hanno partecipato le Regioni coinvolte nella produzione di veicoli, le aziende, le associazioni di categoria e i sindacati, con l’obiettivo di fare il punto su una filiera che continua a vivere una fase delicata.

Per l’Emilia-Romagna erano presenti il vicepresidente Vincenzo Colla, con delega allo Sviluppo economico, e l’assessore al Lavoro Giovanni Paglia. I due hanno riconosciuto che i numeri illustrati da Stellantis mostrano qualche segnale incoraggiante, soprattutto dopo mesi segnati da rallentamenti produttivi, cassa integrazione e forte incertezza.

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“Pur dentro un contesto di sofferenza ci ha fatto piacere sentire numeri in crescita”, hanno spiegato. Secondo la Regione, questi risultati possono essere letti come i primi effetti di una politica industriale più strutturata da parte della nuova gestione del gruppo. Ma il punto, ora, è capire se questa ripresa avrà continuità.

Il nodo più sensibile resta Maserati. Le recenti aperture dell’amministratore delegato di Stellantis a una possibile partnership societaria per il marchio del Tridente hanno inevitabilmente acceso l’attenzione. A Bologna la posizione è netta: qualsiasi accordo dovrà avere una natura industriale e dovrà coinvolgere soggetti italiani o europei, capaci di preservare identità, competenze e legame con il territorio.

Per Colla e Paglia, il comparto delle supercar non può essere trattato come un asset qualsiasi. Maserati è parte della storia industriale di Modena e della Motor Valley, un patrimonio che va difeso non soltanto per ragioni simboliche, ma anche per il valore tecnologico e occupazionale che porta con sé.

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Un segnale positivo è arrivato dall’azzeramento della cassa integrazione e dall’annuncio di due nuove ammiraglie destinate allo stabilimento modenese. La Regione, però, considera questi passaggi solo un primo passo.

La richiesta più importante riguarda il piano industriale. Stellantis ha confermato l’intenzione di presentarlo entro la fine dell’anno direttamente a Modena. È lì che dovranno emergere volumi, tempi, investimenti, nuovi modelli e prospettive occupazionali.

Sul tavolo c’è anche la competitività dell’intera industria europea. L’Emilia-Romagna chiede a Bruxelles più flessibilità sulle regole degli aiuti di Stato, una revisione delle norme sulle emissioni e strumenti mirati per sostenere la reindustrializzazione. Per Maserati, intanto, il tempo delle dichiarazioni generiche sembra finito. A Modena si aspettano numeri, progetti e una direzione precisa.

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